L’estate dell’Ottanta
La vacanza, la bomba, la scelta di mio padre

Brass in pocket (The Pretenders, 1980) Ricordo bene l’estate dell’Ottanta. La vespa comprata da poco, nel mangiacassette la musica dei Dire Straits, alla radio i Pretenders e nella testa una voglia matta di divertirmi. Ma soprattutto ricordo le lunghe vacanze tra luglio e agosto con mio cugino Gianfranco che finalmente avrebbe condiviso con me noia, divertimento e la costante ricerca...
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Un amore

Questo amore sa d’estate. Di passeggiate su e giù per i sentieri, di polvere  fine che si insinua tra i capelli e la pelle. Un uomo normale che a me sembra bello, una voce calda che scioglie il cuore. L’amore è anche questo, un po’ di poesia che arriva a travolgere la mediocrità della vita quotidiana. Per tanto tempo ho...
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La canzone di Betulla

Mia madre Anna si trasferì a Pontalba quando si sposò. Prima  abitava a Cremantello, il paese in provincia di Varese dove abita suo fratello e dove le mie cugine gestiscono il bar Ghepardi. Quando mia madre abitava a Cremantello la sua casa non era quella annessa al bar dove ora vivono gli zii, ma era una casa di campagna con...
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Ho paura del telegiornale

racconto di Patrizia Benetti Sono fiorite le calle. Vedessi come sono belle, Annina! Ho tolto l’erbaccia dal nostro giardino e ho pure imparato a stirarmi le camicie. Sorridi, lo so. Ieri sera, Alfio e Giuseppe sono venuti a prendermi e mi hanno “trascinato” al bar. Hanno detto che è dura, ma la vita continua. Abbiamo giocato a tresette e mi...
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Io non esisto

racconto di Patrizia Benetti Mi sento così strana. Prima avevo un gran freddo. Adesso invece il mio corpo è avvolto da un gradevole tepore. Che meraviglia! Le mie preoccupazioni, le mie ansie, l’angoscia, tutto sparisce all’improvviso come in un sogno. Mi lascio andare a questo gradevole languore che mi trascina via con sé. Mi sento debole e felice. Sono dentro...
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All’ombra del ciliegio

racconto di Patrizia Benetti In primavera, nel cortile del monastero di Sant’Antonio in Polesine, il ciliegio giapponese colpisce gli occhi dei visitatori con un’esplosione di fiori rosa. Una grigia mattina di gennaio suor Cecilia, una minuta donna di mezza età, trovò un cesto davanti al convento. Dentro c’era un tenero fagottino. “Guardate. È una bimba!”. Le consorelle si strinsero attorno...
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La cavalletta

Stanca. Sfinita. Stremata. Disfatta. Annientata. Non era riuscita a schiacciare il pisolino pomeridiano e si sarebbe dovuta trascinare così — stanca — fino a sera. Prese una tazzina e vi versò il caffè — quello rimasto nella caffettiera dalla mattina — che neppure arrivava all’orlo e lo mise nel microonde. Niente di peggio di un caffè riscaldato. Ma perché sprecarlo?...
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Vulandra

racconto di Patrizia Benetti Agostino costruisce aquiloni e li fa volare. Non è affatto facile. Ne perse uno in mare. Si ruppe il cavo. Troppo debole. Fu un vero dispiacere. Ma il ragazzo rimediò all’errore. Ne fece un altro e un altro ancora e pian piano s’impratichì. Agostino regge un filo tra le mani. Il vento dispettoso tenta di trascinarlo...
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Gli anni passano

Gli anni passano. Bella scoperta. Lo specchio è inclemente, specie appena alzati. Specie se la pandemia ti ha impedito di recarti dalla parrucchiera e hai, evidente, una crescita a lingue bianche e bigie. Specie se, vecchia, lo sei davvero. Ogni sera, lavati i denti, riposti gli occhiali, infilato il pigiama — che si potrebbe scartare, ma è così comodo —...
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Qualcosa di me

La piccola calla rosa era sbocciata. A dire il vero, ne erano sbocciate due e altri rigonfiamenti facevano presagire nuove nascite. Appena sceso in cucina, la moglie lo stava aspettando con il k-way in mano. — Infìlatelo — gli ordinò. Lui ancora sbatteva gli occhi, allargando le palpebre assonnate. — Perché? — Infìlatelo — replicò lei. Docile, infilò le braccia...
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Nina

One (U2, 1991) A volte il mio lavoro mi porta a sentire storie che non vorrei mai sentire. Peggio è quando poi devo scriverle. Come quella che ho saputo dalla bocca di un balordo ubriaco conosciuto appena. In cambio di una bottiglia di vodka scadente m’ha raccontato la storia di una ragazza tanto bella quanto sfortunata. Era una ragazza bellissima...
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FOGLI ERRANTI
SCAMPOLI DI LOCKDOWN (4)
Tana libera vecchio

di Giovanna De Simone All’inizio lo feci per mio padre. Poi sì, mi rinchiuse in casa Conte e me lo impose la polizia. Ma furono le madri, i nonni, le vicine di casa ottantenni che ci fecero rispettare le misure. Per salvarli. Mi affaccio alla finestra di casa in questo soleggiato pomeriggio primaverile. Da oggi, per colmo, grazie all’ora legale...
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