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a lezione da Leonardo Sciascia
Tempo di lettura: 6 minuti

 

di Giuseppe Leone

Ricordare è ripercorrere i propri passi nell’essenza dei momenti, un viaggio sentimentale ed emozionale, che ogni volta ripercorro con grande piacere e coinvolgimento. Ci sono eventi o persone che restano fermi nella memoria e che con la loro eterna presenza ci accompagnano per tutto il nostro percorso vitale.
Il mio ricordo di Sciascia resta indelebile nella mia memoria, per me è stato sempre un maestro di vita, di ispirazione, di crescita personale e culturale, il suo esempio e la sua presenza hanno trasformato la mia ricerca fotografica in un’osservazione sensibile, conoscitiva e in buona parte letteraria.

Fotografare per me è stato scrivere
. Da quel lontano 1977, quando in casa editrice Sellerio ebbi l’occasione di conoscerlo, il tempo ha edificato incontri relazioni e amicizie solide che conservo gelosamente nei labirinti della mia memoria. Collaborare con personaggi di alto livello culturale come Leonardo Sciascia ha generato una ricerca della verità e della bellezza tendente al rispetto dell’uomo e del suo ambiente.
Il consolidarsi della nostra amicizia è storia nota ai molti, ne ho parlato tanto e raccontato tramite fotografie che nel tempo sono diventate icone e pietre miliari del novecento letterario in Sicilia e non solo. La nostra amicizia, mia e di Leonardo Sciascia, rese possibile la realizzazione di due libri, per me di grande importanza, come La Contea di Modica (1983) e Invenzione di una prefettura (1986); libri che hanno cambiato totalmente la mia visione della narrazione fotografica. Ripercorrendo a ritroso i ricordi, alcuni click fotografici mi permettono di ricostruire un mosaico di eventi, situazioni e viaggi che hanno consolidato e impreziosito non solo la collaborazione lavorativa ma la nostra amicizia: il viaggio in Spagna, 1984, venti giorni in giro seguendo le orme del Don Chisciotte di Cervantes e di Hemingway, nel suo ristorante dove era solito andare; il suo piacere per la torta Savoia della pasticceria Di Pasquale a Ragusa, delizia e passione per le eccellenze del territorio; il piacere del conviviale e della buona tavola. Proprio su questo tema da tempo lavoro ad un progetto che fra un paio di mesi verrà condensato in un libro, la pubblicazione è sul tema del piacere del conviviale a tavola nella pausa pranzo, un excursus di fotografie che raccontano dal 1965 ad oggi la bellezza e l’importanza della relazione nata attorno ad un convivio).

Ritornando alle mie più care amicizie e al mio racconto nelle mie fotografie ho messo in luce l’uomo Sciascia e non solo il grande scrittore.
La collaborazione lavorativa con Sciascia e non solo con lui mi ha dato la spinta per ricercare e ampliare il mio archivio di immagini e di storia visiva, raccogliendo più di sessant’anni di un paese, il cambiamento epocale che abbiamo vissuto nell’ultimo fine secolo, le contraddizioni di una Sicilia gattopardiana in cui il bello convive con il turpe degrado dell’illegalità (tema caro a Sciascia nei suoi libri e quanto mai attuale).

Nell’autunno del 1984 alla galleria La tavolozza di Vivi Caruso, di Viale Libertà a Palermo, Leonardo Sciascia organizzò e curò una mostra sui Paesaggi Iblei visti e interpretati da Piero Guccione con i suoi pastelli e da me con le mie fotografie. Scrisse una nota suggestiva sul rapporto tra la fotografia e la pittura, la bellezza fascinosa di entrambe e di come possano insieme dialogare e compenetrarsi mantenendo intatte la loro natura evocativa (testo ripubblicato per il ventennale della morte di Sciascia nel libro Sciascia dalla Sicilia alla Spagna, Federico Motta editore, 2009).
Non solo scrittore, dunque, ma anche appassionato di arte; Sciascia era un ricercatore raffinato della bellezza nelle sue forme più varie, colori e segni grafici accendevano la sua fantasia e la sua scrittura, e come fuoco che divampa in ogni direzione coinvolgeva tutte le persone che lo affiancavano, compreso me. Nello scorrere del tempo inesorabile ogni ricordo che permane nella mia memoria sicuramente non si perderà nell’oblio e resterà nella memoria collettiva.

Giuseppe Leone, che vive e lavora a Ragusa dove è nato, ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1972). Da allora le sue fotografie hanno illustrato numerosi libri, cataloghi e riviste di editori italiani e stranieri. Tra le pubblicazioni più note: La Pietra vissuta. con testi di Rosario Assunto e Mario Giorgianni (Sellerio, 1978); La Contea di Modica, con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1973); L’Isola Nuda, con testo di Gesualdo Bufalino (Bompiani, 1988); Il Barocco in Sicilia  e Sicilia Teatro del Mondo, con testi di Vincenzo Consolo (Bompiani, 1991); L’Isola dei Siciliani, con testi di Diego Mormorio (Peliti Associati, 1995). Ha esposto le sue fotografie in numerose mostre personali in Italia e all’estero.

Sulla figura e l’opera di Leonardo Sciascia, leggi su Ferraraitalia:

Sergio Reyes
UN ILLUMINISTA IN SICILIA : Attualità di Leonardo Sciascia a 100 anni dalla nascita [Qui]
Giuseppe TrainaDENTRO IL GIALLO : I personaggi di Sciascia e Simenon davanti al potere [Qui]
Roberta Barbieri
, RICORDANDO SCIASCIA : Una storia semplice [Qui]
Rosalba Galvagno
IL MAESTRO E IL GIOVANE ESORDIENTE : La corrispondenza tra Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo [Qui]
Giuseppe Giglio,
 “Ce ne ricorderemo, di questo pianeta” [Qui]
Rosario Castelli, 
IO CREDO NEL MISTERO DELLE PAROLE” : Un ‘Uomo di Lettere’ e il destino di essere solo[Qui]
Antonio Di Grado,
QUEL SUO iNSEGNAMENTO: «Non si parla male dei libri» [Qui]

 

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