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Da: Ufficio Sindaco Comune di Bondeno

Fabio Bergamini e Marco Vincenzi: «Continueremo a metterle in giro per il territorio, per evitare che si ripeta il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, che e’ un segno di inciviltà da parte di qualcuno»
 
Bondeno (Ferrara), 15-10-2018.
Dati in fase di elaborazione e multe in arrivo, appena gli agenti della Polizia municipale avranno visionato tutto il materiale. Capita anche questo nell’epoca delle tecnologie digitali, in cui ormai non scappa quasi più nulla “all’occhio elettronico”. Stavolta, però, le telecamere sono state posizionate esattamente a questo scopo, ovvero per scrutare a campione alcuni punti del territorio, dove in passato si erano registrati abbandoni di rifiuti, per verificare che la cosa non succedesse più. Detto fatto, ma la tentazione di riprovarci, da parte di qualche incivile, è una cosa dura a morire. Ed allora eccole lì, le telecamere in dotazione alla Polizia municipale (in accordo con Clara Spa) che hanno immortalato ancora una volta le scene degli abbandoni dei rifiuti. «Un fatto che ci spinge a continuare con le verifiche sul territorio con l’utilizzo delle cosiddette “foto-trappole” – dicono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore all’ambiente, Marco Vincenzi – fino a che il fenomeno non sarà stato completamente debellato». Intanto, «ci saranno multe in arrivo per i responsabili – dice l’amministrazione – non appena i nostri agenti avranno visionato il materiale raccolto». Nello specifico, ad essere finita nell’obiettivo della videocamera è stata questa volta la frazione di Burana. L’impianto di sorveglianza si avvale di telecamere mobili, complete di particolari batterie che garantiscono una continuità del servizio, con sistema di ricarica fotovoltaica. La Polizia municipale si occupa di eseguire i controlli, ma il sistema di telesorveglianza è realizzato in convenzione con Clara Spa, che fornisce la dotazione hardware, l’installazione e manutenzione delle batterie. «Il meccanismo è “intelligente” – dice il comandante della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni – nel senso che invia alcuni fotogrammi campione sulla mail di servizio della centrale operativa, nel momento in cui vengono individuati movimenti sospetti. Da qui, l’alert che dà il via alle indagini. Nella fattispecie di Burana, «ha fatto scalpore, in particolare, l’aver ritrovato al suolo, vicino alla campana del vetro e ai contenitori di “Humana” alcune confezioni di pasta che sono state raccolte per fini sociali e che qualcuno, con spregio, ha abbandonato a terra», dicono amareggiati Bergamini e Vincenzi. I generi alimentari, da circa un anno, vengono infatti raccolti dai volontari dell’associazione “Insieme è più facile”, in collaborazione con Caritas ed i servizi sociali, attraverso la donazione del materiale in scadenza del gruppo Unicomm, che gestisce il “Famila” di Bondeno. In un meccanismo virtuoso che vuole donare le eccedenze alimentari a scopi sociali. Anche se qualcuno, a giudicare dalle confezioni di pasta abbandonate per strada a Burana, evidentemente non apprezza…

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di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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