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I dubbi di Montalbano nel teatro dell’orrore
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La verandina, la notte e il mare placido sono il suo rifugio silenzioso e solitario.
Il commissario Montalbano ha bisogno di raccogliersi per venire a capo di un caso che presenta tante evidenze quante apparenze. Montalbano stesso è vittima di un equivoco, uno dei tanti scambi in cui la sorte lo infila.
La giostra degli scambi è questo, un meccanismo che avanza imbarcando dubbi e inducendo il commissario a qualche errore e non poche domande. Montalbano si sente disorientato. Che abbia ragione il dottor Pasquano quando, beffardo, gli ricorda che è invecchiato?
Indizi e coincidenze fanno pensare che il colpevole sia un uomo tradito e furioso. In effetti è così, ma non quel sospettato, bensì un altro, al di là delle apparenze.
A mettere il commissario sulla pista giusta è, come sempre, la sua intuizione affinata dalla sensibilità umana con cui afferra il non detto. E, infatti, da ciò che non gli viene rivelato, Montalbano percepisce come arrivare alla verità.
Il commissario scopre il colpevole, ma l’uomo Salvo coglie l’orrore a cui è stata condannata una giovane donna. Montalbano, che non rinuncia mai ad andare a vedere, arriva in una discarica, un girone infernale, metafora esplicita delle nefandezze di cui la società è capace.
In mezzo a quello spettacolo raccapricciante che mozza il respiro, il commissario è preso da pietà e rispetto per quel che rimane di una vita sconosciuta su cui si stanno spegnendo anche le ultime luci del giorno.

La giostra degli scambi, Andrea Camilleri, Sellerio editore 2015

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