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“Interruzioni”, scelte di vita o di morte
donna-incinta

C’è qualcosa che rimane quando la morte, o la vita, si impone, prendendosi tutto. È la scelta, la volontà di spiegarsi cosa sta succedendo, stringendo in mano ciò che resta.
Le donne dei quattro racconti di “Interruzioni” (Giraldi editore, 2016) della giornalista Camilla Ghedini, sanno. Le loro scelte precedono, determinano, oppure seguono un’interruzione. Decidere, e dichiarare, di non volere essere madre, di uccidere un figlio, di non curarsi e di non dare seguito a una gravidanza sono interruzioni.
Le quattro donne spezzano una possibilità e ne aprono un’altra, cambiano il senso, soprattutto quello comune che le vorrebbe madri, donne felici e in lotta per la vita. “Interruzioni” è un’opera potente, nel significato etimologico del termine, perchè queste donne possono sempre qualcosa, prima di tutto guardarsi in faccia e scegliere anche di non vivere o di non vivere come hanno fatto fino a poco prima.
E noi conosciamo le loro sfide in modo diretto, non c’è mediazione: entriamo nelle loro lucide ammissioni che parlano al nostro imbarazzo di non sapere da che parte stare, di esserci fatti smascherare in un certo conformismo.
INTERRUZIONI
Il primo racconto è un preludio, una dichiarazione d’amore apre un sipario che subito dopo verrà squarciato con violenza: una madre che uccide e un po’ muore assieme a quel gesto. Un atto orribile, contro natura, ma le serve per salvarsi, per non morire ancora di più. Non cerca perdono, non può perchè non si sente in colpa, lei ama vivere.
E poi la voce di una madre mancata che parla a quella proiezione di sè che non si è mai fatta vita, pianti, notti insonni e pannolini. Ma c’è, è tutta dentro di lei, non importa che non sia diventata carne, è nella testa e non dentro un ventre che è tornato vuoto e piatto. Nulla sarà mai come prima, proprio come quando un figlio lo partorisci davvero.
C’è anche una figlia che sta dicendo addio. È un congedo dalla vita e da un rapporto di sangue che non c’è mai stato e non può nascere quando la morte è ormai più vicina di quanto non lo sia stata una madre. I figli, si sa, investono, ti lasciano volentieri il timone nelle difficoltà, ti rimbalzano addosso tutto facendoti vivere un po’ la loro vita anche se non vorresti, ma lei no. Rimane ancora da parte, in quell’angolo dove l’assenza di sua madre l’ha confinata da sempre.
Una scelta, l’ultima, libera e felice.

Interruzioni, Camilla Ghedini, Giraldi Editore

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