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Gaia Conventi, scrittrice emiliana (Goro, Ferrara) è penna giovane e dal talento speciali nell’era di internet. Tra le curatrici del bellissimo e iconoclastico blog tecno dada “Gumwriters”, ha edito in questi anni, diversi libri a quattro mani con Stefano Borghi, tra cui “Sulfureo. Racconti in giallo e nero”, (2007), “Chiaro di Lama” (2008), “I deliziosi delitti di Littletown” (2005) tutti edizioni Edigiò, Enigma Pagano (Edizioni Carta e Penna, 2008), oltre – da sola – “Una scomoda indagine e un cane fetente” (Caravaggio Editore 2008), grazie al premio vittorioso al concorso Adamantes.
Non ultimo una chicca del 2009: vincitrice del Gran giallo città di Cattolica, Mystfest, 2000 con il racconto “La morte scivola sotto la pelle”.
Nel 2011, l’e-book “Giallo in Zucca” (Este Edition, 2011) e con la scrittrice bolognese M.S.
Avanzato, una gemma particolarmente rilevante e nazionale, il soft erotic noir “Cipriavaniglia” (premiato in un concorso di genere).
La cifra letteraria di Gaia spicca per una non frequente (altrove) sintesi tra parole noir-dark raffinate e medium, messaggio corrosivo e combattente, singolare fata amazzone in versione net moderna.
Modulazioni della parola distanti da certo manierismo del genere: anzi, il brivido è intriso di libido atipica, deliziosamente neocinica alla Onfray, una femme fatale cyber che – attraverso parole… vocali colorate di un Rimbaud neogotico – fa il surf nella net-sfera e nel reale con dis-incanto contemporaneo.
Numerose, inoltre anche le performance poetanti della Conventi, lirico-pungenti secondo il personaggio, forse la personalità letteraria femminile nuova più interessante e avvincente da Ferrara in questo primo Duemila.

Per saperne di più su Gaia Conventi [vedi]
da: “Asino Rosso, giornale futurista on line”

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