18 Luglio 2014

Gambe gonfie e ritenzione idrica

Nuccio Russo

Tempo di lettura: 6 minuti

gambe-gonfie-ritenzione

La ritenzione idrica è un disturbo molto diffuso che colpisce soprattutto le donne. Di per sé la ritenzione idrica non è altro che il trattenimento dei liquidi nel nostro organismo, che si accumulano maggiormente nelle zone della pancia, dei fianchi, delle gambe e nei piedi. Il fenomeno è comunque da non sottovalutare poiché può comportare gravi rischi per la salute.

Facciamo un po’ di chiarezza

Da un punto di vista medico si possono riscontrare diversi tipi di ritenzione:
• c’è un primo tipo di ritenzione idrica, quella circolatoria, che è causata dal malfunzionamento del sistema venoso e linfatico, e che provoca l’accumulamento di liquidi tra una cellula e l’altra, causando tumefazione dei tessuti e conseguente dolore;
• un secondo tipo è la ritenzione idrica dovuta all’abuso di farmaci;
• poi abbiamo una ritenzione idrica di origine alimentare, dovuta ad una alimentazione (eccesso di sodio) e a una condotta di vita scorrette (poca attività fisica e postura sbagliata).
• infine, una ritenzione idrica associata a patologie come insufficienza renale, cardiaca, ipertensione arteriosa, linfedema.

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Gonfiore e dolore, gli effetti della ritenzione idrica sui piedi

Come si manifesta
Quando c’è ritenzione idrica, si nota un gonfiore causato dall’accumulo di liquidi nei tessuti, di fluidi in eccesso. Pancia gonfia, piedi gonfi, caviglie gonfie: ciò comporta anche un aumento di peso e un senso di pesantezza degli arti che può provocare dolore. È bene però sottolineare che non è la ritenzione idrica che porta al sovrappeso, semmai il contrario: il sovrappeso rallenta infatti la diuresi e favorisce la comparsa della ritenzione idrica. Se si preme per alcuni secondi il pollice nella parte anteriore del polpaccio, e rilasciando rimane visibile l’impronta del dito, allora c’è un ristagno e un accumulo di liquidi. Un controllo dal proprio medico è importante per valutare la specificità e la clinica del problema.

Prevenzione
La migliore prevenzione è condurre una vita sana, sommando un insieme di buone abitudini:
• bere molta acqua
• praticare regolarmente dello sport
• seguire una dieta sana e ipocalorica
non fumare
non bere alcolici
• cambiare frequentemente postura e combattere la sedentarietà
• sottoporsi ad un linfodrenaggio delicato e a tecniche fasciali osteopatiche

La natura aiuta

Cibi sani
La natura ci offre molti rimedi naturali per la maggior parte delle malattie e dei disturbi che possiamo contrarre lungo il tempo. L’alimentazione non sempre è sufficiente a risolvere il problema del ristagno dei liquidi, quando si è in presenza di una vera e propria patologia, occorre ricorrere al consulto del medico. Tuttavia, quando il livello della ritenzione idrica non è così avanzato e possiamo gestirla in modo naturale e autonomamente, bisogna rivedere subito il proprio modo di mangiare ed eliminare alcune brutte abitudini. I rimedi contro la ritenzione idrica sono molti ma, se si inizia con l’eliminare il fumo, diminuendo il dosaggio di sale nel cibo e riducendo sostanzialmente e drasticamente l’uso di alcoolici, si avrà già un netto miglioramento agli arti inferiori.
Ci sono alcuni alleati naturali che si possono provare facilmente: è importante consumare molta frutta e verdura, in particolare quella ricca di vitamina C che protegge i vasi capillari, e gli alimenti che facilitano la diuresi, quindi via libera ad agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, meloni.
Durante i pasti utilizziamo con generosità prezzemolo, cetrioli, lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni, patate, ecc. ma tutto nelle giuste dosi, senza esagerare.
Diminuire l’utilizzo di carne, soprattutto se rossa e aumentiamo invece il consumo di pesce. I cibi fritti andrebbero aboliti, come anche lo zucchero bianco e tutti i prodotti di sintesi presenti in commercio. Lo zucchero di canna e il sale integrale vanno bene. Da evitare i succhi di frutta confezionati, ricchi di zuccheri raffinati.

Le erbe
Anche la fitoterapia può aiutare, diverse le tisane efficaci a tale scopo. Le tisane sono utilissime per il nostro organismo in quanto lo purificano, aiutando ad espellere le tossine. Questo consiglio è valido soprattutto per coloro che non bevono molta acqua, grave errore per chi soffre di ristagno linfatico:
centella asiatica: volgarmente conosciuta come “la tigre del prato”, la centella fa parte della famiglia delle Apiaceae e fa parte della tradizione medica indiana. Viene impiegata nei trattamenti che interessano vene, cellulite, crampi ed emorroidi;
mirtillo: i frutti delle piante della famiglia delle Ericacee sono ricchi di sostanze che favoriscono la circolazione sanguigna, in particolare la fragilità capillare;
pungitopo: nome scientifico Ruscus Aculeatus, il pungitopo è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Ruscaceae. Presenta dei frutti simili a bacche rosse ed è usato, in medicina, come un ottimo diuretico, antireumatico e antiinfiammatorio. Presenta caratteristiche simili alla vitamina P che rafforzano le pareti dei capillari sanguigni;
vite: i semi di vite rossa sono molto utili in ambito medico, poiché da essi vengono estratti flavonoli (composti di origine naturale), aventi capacità antiossidanti, antiradicali liberi, vaso protettivi, consigliati per combattere le emorroidi e per ristabilire la funzionalità del circolo sanguigno;
• tisane a base di betulla o tarassaco: utilizzate contro la cellulite per le loro qualità diuretiche, drenante linfatiche, antisettiche delle vie urinarie ed anti-infiammatorie;
fucus: queste alghe, appartenenti alla famiglia delle Phaeophyta, sono utilizzate soprattutto come decotti perché lo iodio in esse contenuto stimolano il metabolismo accelerando lo scioglimento dei depositi di grasso;
pilosella: nota come lingua di gatto, presenta proprietà diuretiche e drenanti, che permettono di trattare gli inestetismi da accumuli adiposi e di liquidi, come cellulite, caviglie gonfie, edemi e, per l’appunto, ritenzione idrica.

La cosa migliore è farsi consigliare dal proprio erborista o nutrizionista, in base al singolo problema. E’ consigliato, inoltre, sottoporsi a trattamenti manuali osteopatici come il massaggio drenante e praticare costantemente attività sportiva.


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L’autore

Nuccio Russo

È osteopata ed esperto in tecniche ergonomiche e posturali, studioso e ricercatore in anatomia craniale per lo studio delle cefalee. E’ nato e risiede in Sicilia, opera come consulente in diverse città fra le quali Ferrara, ed è conferenziere internazionale in Biofisica informazionale. Ama lo sport e la cucina macrobiotica.
Nuccio Russo

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