Home > FRA LE RIGHE / RUBRICA > Giallo di Francia al tempo di Carlo Magno
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Un fatto storico misterioso da cui partire, un bel po’ di studi e la passione per la scrittura a dare voce alla fantasia. Duilio Chiarle, piemontese che nella vita lavora nella pubblica amministrazione, ha pubblicato “Le notti buie dei franchi” (ilmiolibro.it), un giallo storico ambientato a Tours nell’anno 781 dopo Cristo. Una morte misteriosa, un investigatore dell’epoca, personaggi della corte carolingia e un’accurata ambientazione come contorno.
Chiarle, alla base del romanzo vi sono numerose fonti storiche e letterarie, oltre che una ricca bibliografia che lei ha consultato, è evidente il tentativo di documentare un’epoca considerata ‘buia’. Da dove è partito?
“Diciamo che fantasia e ricerca sono andate di pari passo intrecciandosi continuamente. Ho consultato un centinaio di volumi, di cui cinquanta sono stati decisivi per la stesura dell’opera. Per citare solo alcune delle fonti che mi hanno aiutato nella ricostruzione di quegli anni, importanti sono state le lettere di Carlo Magno, Henri Pirenne, Barbero, Vita di Carlo Magno di Eginardo. La morte misteriosa di cui parlo è un fatto storico su cui io azzardo una congettura, la vittima è un personaggio della corte carolingia. Anche l’investigatore Aucario è realmente esistito, misterioso pure lui, una primula rossa del suo tempo”.
Perchè proprio l’anno 781?
“In quell’anno capitano diverse cose importanti, ad esempio l’ambasceria di Bisanzio a Carlo Magno, Pipino re d’Italia e altri avvenimenti documentati storicamente”.
Un libro ricerca?
“Sì, ci sono molte notizie sui franchi, armi, alimentazione, costumi, cultura, superstizione, ho cercato di andare oltre il fatto noir e ricostruire i dettagli dell’epoca funzionali alla storia”.
La notte, citata nel titolo quasi in tautologia con buia, è un elemento ricorrente nel romanzo…
“E’ vero, sembra una tautologia, ma in realtà la notte del medioevo era molto più buia di quella di adesso. La notte è una presenza fissa, è inquientante, è la foresta con le belve, la notte è pericolo, agguato, paura e demoni. Il buio è anche, nell’opera, l’oscurità dell’animo, qualcosa di non ben chiaro interiormente. La notte ha sempre esercitato fascino, anche all’epoca, ne scrive un trattato il monaco Fredagiso di Tours, ad esempio”.
Il mistero poi si risolve?
“Senza svelare il finale, posso anticipare che dopo 1200 anni, provo a indagare su un segreto di stato…”

Per saperne di piu: http://ifranchi.jimdo.com/

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