23 Novembre 2016

Giornata Mondiale del wc? Incredibile ma vero

Carlo Tassi

Tempo di lettura: 4 minuti

Proprio in queste ore alcune agenzie hanno divulgato dei comunicati stampa relativi alla giornata di sabato scorso: “…Il 19 novembre è la Giornata Mondiale del Gabinetto, istituita dalle Nazioni Unite nel 2013 per mettere in luce il problema della mancanza di adeguati servizi igienici. Nel mondo occidentale un water in casa è considerato la normalità, ma l’Onu ci ricorda che nel mondo 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici adeguati (in pratica una persona su 3 non ha un water a disposizione) e almeno un miliardo di persone è costretto a defecare all’aperto usando cespugli, campi, canali, fossi, sacchetti di plastica…” (Corriere della Sera)

Sabato 19 novembre è stata indetta la “Giornata Mondiale del wc”. Ecco una riflessione a caldo su questo interessante evento che, immaginiamo, farà discutere l’opinione pubblica per giorni e giorni.

Non esiste al mondo elemento, oggetto, invenzione tanto bistrattata come il wc… Esatto gente, avete capito bene: il wc!
Una persona a me vicina mi ha rivelato che qualche giorno fa, precisamente il 19 novembre, è stata la “Giornata Mondiale del wc”, così mi sono un po’ documentato. Pare che la toilette sia stata inventata la bellezza di cinquemila anni fa. Allorché mi domando e dico chi siano stati i primi a concepire una tale idea. In un’epoca in cui, presumo ma posso sbagliarmi, non c’erano certo problemi di sovraffollamento, e fare due passi immersi nella natura per partecipare gioiosamente al dono reciproco dei prodotti che la natura stessa ci regala con generosità era la prassi quotidiana: i peschi, i ciliegi e i melograni donavano spontaneamente i loro frutti dolci e succosi; le galline, da poco compagne dell’uomo, rilasciavano, stimolate dal canto del gallo, le loro uova sostanziose; e gli uomini, dal canto loro, rilasciavano i loro grassi escrementi nei prati per nutrire l’erba, cibo di capre e pecore, che contraccambiavano riconoscenti col loro buon latte.
E in questo idilliaco e generoso scambio di doni, l’uomo contribuiva da par suo col solo prodotto vero che abbia mai potuto naturalmente generare, l’unico che abbia mai reso un favore all’ambiente che lo accoglie dall’alba dei tempi: la cacca!
Ma l’invenzione del wc ruppe l’incanto. Come la foglia di fico per Adamo, che d’un tratto s’accorse che era meglio coprire le proprie pudenda che continuare a sbatterle qua e là, l’uomo di cinquemila anni fa decise che il suo contributo al mondo doveva cessare, trasformandolo egoisticamente in un atto riservato, relegato in un contesto chiuso e, di fatto, non più partecipe del reciproco scambio con madre natura. In pratica, da quel momento, l’uomo decise di ricevere senza più restituire, riservando la sua generosità al wc!
Ma chi furono i colpevoli? I Sumeri? Gli Egizi? I Greci? I Cinesi (quelli ci sono sempre…)? Non lo sappiamo con esattezza, ma sappiamo che ad un certo punto si preferì farla al riparo e raccoglierla, così da farne concime per il proprio orticello di lattuga e combustibile per il barbecue.
E forse è proprio per questo inconscio retaggio, per questo atavico senso di colpa, che adesso ognuno di noi accetta a malincuore di parlare dei propri momenti trascorsi in toilette, non vedrei altro motivo.
Evidentemente, qualcuno ha pensato bene di andare contro corrente, sfidando questo tabù millenario, questo secondo peccato originale, inneggiando ad un’invenzione che ha diviso i popoli in coloro che hanno il bidet e coloro che hanno scelto di farne volentieri a meno.
Credo tuttavia che sia un peccato considerare il wc in senso spregiativo, ridurlo a oggetto di scherno e offesa… “Sei un cesso!”, quante volte ho sentito questa frase, quante amicizie, quanti amori sono stati spezzati per essa?
Eppure c’è stato un tempo in cui persino i re accoglievano ambasciatori e dignitari seduti nei loro scranni col buco, lo facevano nella più assoluta indifferenza, e tutta la corte applaudiva soddisfatta quando il sovrano espletava le sue funzioni. Ma il re era il re e poteva far tutto, specialmente ciò che agli altri non era consentito.
Nel corso della storia i bisogni umani sono cambiati, anche quelli arcaici si sono evoluti adeguandosi ai tempi: la vera democrazia, in fondo, è stata raggiunta solo quando ognuno di noi è riuscito ad avere il suo wc personale, potreste mai concepire casa vostra senza un wc?

Per concludere, in omaggio alla “Giornata Mondiale del wc“, un breve vademecum per non perdersi in un bicchier d’acqua:



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L’autore

Carlo Tassi

Architetto mancato, dopo vari mestieri si laurea a pieni voti in Scienze e Tecnologie della Comunicazione. Due passioni irrinunciabili come il disegno e la scrittura, poi tanti interessi e una grande curiosità verso le cose del mondo sono i motivi che l’hanno convinto a cimentarsi come autore satirico e illustratore freelance. Da anni collabora come autore e redattore nel quotidiano online Ferraraitalia. www.carlotassiautore.altervista.org
Carlo Tassi

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