27 Maggio 2014

Giovedì 29 maggio Unife presenta il Bilancio sociale e di genere anno 2012, edizione 2013

UNIVERSITA’ DI FERRARA

Tempo di lettura: 5 minuti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Una giornata dedicata alla comunicazione, alla trasparenza e alla promozione delle pari opportunità quella in programma in Ateneo giovedì 29 maggio alle ore 11 all’Auditorium di S. Lucia (via Ariosto, 35), per presentare alla comunità accademica e a tutta la città il Bilancio sociale e il Bilancio di genere dell’Università di Ferrara anno 2012, edizione 2013.

All’incontro parteciperanno il Rettore Pasquale Nappi, Rosa Maria Amorevole, Consigliera di Parità Regione Emilia-Romagna, Claudio Alessandri, Delegato all’Edilizia, Cristiana Fioravanti, Delegata alle Pari Opportunità e Silvia Borelli, Presidente del Consiglio di Parità. Al termine della presentazione, verranno consegnati i diplomi ai partecipanti del corso “Donne Politiche e Istituzioni”.

Come afferma Nappi: “ Siamo giunti alla settima edizione del Bilancio sociale e alla seconda del Bilancio di genere dell’Università di Ferrara. Due documenti diversi ma complementari, che nel corso degli anni sono divenuti, sempre più, strumenti attivi di partecipazione e che forniscono alla nostra comunità, ai cittadini, alle parti socio-economiche e alle istituzioni dati ed elementi informativi per conoscere e comprendere la missione istituzionale, la dimensione sociale, i valori e i programmi delle attività che svolgiamo. Comunicare fa parte della nostra mission: un’attività che si realizza attraverso un dialogo quotidiano con il territorio mediante i diversi mezzi di comunicazione integrati tra loro; un impegno sancito anche dal nostro Statuto che all’art. 4 prevede che per favorire il confronto sui problemi connessi all’attuazione dei propri fini istituzionali, Unife garantisce e promuove la diffusione delle informazioni all’interno ed all’esterno delle proprie sedi, con gli strumenti più appropriati”.

“Tramite il Bilancio sociale e di genere – prosegue Nappi – presentiamo il nostro operato, rendendo più chiari e comprensibili i programmi, le attività e i risultati raggiunti, anche in termini di ricaduta per la collettività, dai docenti, dai ricercatori, dal personale tecnico amministrativo e da tanti giovani coinvolti nella ricerca e che si stanno formando culturalmente e scientificamente nei vari corsi di studio. La progressiva diminuzione delle risorse pubbliche e la perdita di fiducia nell’efficienza ed efficacia dell’utilizzo dei fondi pubblici ha reso sempre più forte la richiesta rivolta alle Università di assumersi responsabilità nei confronti della società, proprio perché le esternalità nella produzione di didattica e di ricerca che ricadono sulla collettività sono assai numerose. In questo contesto, il sistema di accountability e degli strumenti extra contabili che la realizzano divengono il mezzo che consente di verificare e indurre il rispetto per una struttura di governo autonoma e responsabile”.

Specifica Fioravanti: “Il Bilancio di genere della nostra Università, ancora primo e unico esempio in Italia fra gli Atenei, è uno strumento chiave per misurare e monitorare il livello interno di Gender Mainstreaming, ossia valutare le implicazioni per le donne e gli uomini delle azioni pianificate in ogni area e ad ogni livello, rappresentando un punto di partenza imprescindibile nella definizione di piani di azioni positive e politiche di promozione delle pari opportunità”.

“Ma questi documenti – aggiunge Nappi – non esauriscono la loro funzione con la pubblicazione, perché sono essi stessi strumenti di lavoro, costituendo il momento culminante di un processo di rendicontazione sociale che coinvolge tutta la nostra organizzazione. Un importante strumento di gestione e valutazione che garantisce il controllo interno e, quindi, consente una pianificazione strategica, supportando le decisioni e le scelte, orientandole verso politiche di efficienza non solo in termini economici ma anche sociali, in un contesto caratterizzato da crescente competitività, anche internazionale”.

Il 2012 è stato un anno contrassegnato dagli eventi sismici che hanno colpito duramente il nostro territorio, causando numerose vittime e danni alle abitazioni, alle strutture produttive e al patrimonio storico e artistico. Buona parte del Bilancio sociale dell’Ateneo è dedicato proprio alle conseguenze dei terremoti che hanno causato gravi danni anche alle strutture universitarie.

“ Il Bilancio sociale – conclude Nappi – esprime per definizione i valori e le relazioni che una comunità realizza, indicando le azioni sociali e gli effetti che queste hanno prodotto. Ebbene, credo che la cifra che meglio comunichi tutto ciò sia la forza, l’energia, le competenze, la capacità di reagire, il senso di responsabilità e di appartenenza che tutte le donne e gli uomini, che a vario titolo vivono il nostro Ateneo, hanno avuto anche in quella dolorosa occasione. A loro va la nostra gratitudine”.
Un modo per l’Ateneo di comunicare la propria identità e i valori che ne improntano l’operato quotidiano, per misurare e rendere conto delle sue prestazioni, per riflettere e per far riflettere anche i propri interlocutori sulle scelte operate e sui risultati raggiunti, dimostrando la propria responsabilità interna e verso l’esterno.



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