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Gli impiantisti CNA: “la voglia di ripartire non manca. Abbiamo bisogno di certezze. Bisogna accelerare sul superbonus”

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Ufficio Stampa CNA Ferrara

La voglia di ripartire nel mio settore non manca: gli impiantisti non hanno mai smesso di lavorare, se non altro per rispondere alle chiamate di emergenza di cittadini e imprese. Ora però, è necessario tornare a regime, e per farlo c’è bisogno di certezze”.

Gabriele Pozzati è il Presidente dell’Unione Installazione Impianti di CNA Ferrara. Impianti di riscaldamento, climatizzatori, reti elettriche, sono il pane quotidiano suo e dei suoi colleghi.

“Durante l’emergenza – spiega – abbiamo affrontato gravi difficoltà: molti di noi si sono trovati di fronte famiglie che, comprensibilmente, impedivano loro di entrare in casa per paura del contagio; altri (almeno il 30% delle imprese) hanno dovuto fare i conti con ritardi di pagamento e insoluti; almeno il 60% di chi ha dipendenti ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione”.

Ora c’è grande attesa intorno al superbonus 110%, ma paradossalmente, proprio questa attesa sta paralizzando il mercato. “In teoria, dal primo luglio il superbonus è in vigore – spiega Pozzati – e dovrebbe permettere una profonda riqualificazione sismica ed energetica degli edifici in cui viviamo: in realtà mancano i decreti attuativi, e quindi, in mancanza di un decreto chiaro e definitivo, nessuno si muove”.

In ogni caso il superbonus può rappresentare un’importante opportunità purché, spiega Pozzati “ci sia la collaborazione delle banche, che dovrebbero accollarsi le spese dei lavori di riqualificazione ricevere in cambio la rendita fiscale del cliente che commissiona i lavori”. Un sostegno necessario, quello delle banche, che però non è affatto scontato: “l’andamento dei finanziamenti alle piccole imprese sanciti dal decreto liquidità ci ha insegnato che le banche fanno molta fatica a muoversi”.

E’ necessaria anche una ripresa immediata dei cantieri per la manutenzione del territorio: “in queste prime settimane dopo la fine del lockdown – prosegue Pozzati – abbiamo visto ripartire i cantieri già programmati e messi in stand by a causa dell’emergenza. Vanno benissimo, ma non basta: le istituzioni devono mettere in cantiere nuovi progetti che consentano alle imprese di risollevarsi e tornare a lavorare a pieno regime”.

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