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Il gioco ingannevole dei messaggi: comunicare senza capirsi

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Il gioco ingannevole dei messaggi: comunicare senza capirsi

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Quel bar è diventato il loro angolo dove la penombra aiuta i discorsi difficili e stropicciati. Lui dice che se qualcuno ti attira nel suo terreno, tu cadrai. Dovevo fermarmi prima, aggiunge, prima di fare il suo gioco, quello dei messaggi senz’anima, dove l’intenzione non si comprende e la sfida ci ha fatto perdere tutto.
Lei lo ascolta, legge i messaggi che riguardano quella passione ingovernabile durata mesi e che si è incanalata in una discussione pretestuosa via whatsapp e lì sembra avere trovato il capolinea.
Lui confida all’amica di essere disorientato, ha conosciuto una donna guerriera e bambina, ferma e fuggitiva, dentro un ruolo ma anche attratta dal suo contrario.
Non si sentono da giorni, lei gli fa notare che nel caos fra due come loro, la direzione non esiste, non in quel momento, non con quella furia che li ha messi insieme e poi di colpo allontanati.
Ma il bisogno di calore è forte, dice lui, devo ricollocare tutto alla luce della velocità che si è mangiata mesi in cui ci siamo scambiati quello stare insieme voluttuoso e clandestino, davvero non capisco come noi siamo potuti diventare subito altro, per un messaggio, avrei dovuto bloccare la discussione, siamo dei pazzi ad affidare a uno strumento così (e sbatte sul tavolo il telefono) quello che abbiamo nella testa e nel cuore, è da stupidi ammutolire le emozioni e semplificarle all’osso. Perché siamo caduti con un messaggio? Perché i comportamenti andavano in una direzione contraria e ora ci troviamo a essere due nemici che non sanno nemmeno combattere? Ma voglio vederla, dice, nulla vale quanto uno sguardo soprattutto quando si discute.
Lui ha ragione, ma non c’è niente da capire, ci sarebbe davvero da fermarsi prima e mantenersi sul piano nobile, quello della voce, dell’imbarazzo e della verità che non puoi nascondere quando l’altro è lì davanti.
Lei pensa a certe domande dirette e traballanti che ha fatto quando la risposta era già negli occhi dell’altro più che nelle parole, e ricorda anche le domande velate che le sono state fatte e tradivano un interesse, la volontà di sapere, in qualche modo di conoscere e forse anche un po’ di bene.

Vi è mai successo di cadere in fraintendimenti con l’altro perché non avete detto a parole qualcosa? Siamo sempre capaci di parlare in modo diretto senza nasconderci dietro artifici?

Potete scrivere a parliamone.rddv@gmail.com

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