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Passione d’agosto

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Passione d’agosto

Due ore di sonno la prima notte, forse tre la seconda. Non era più abituata a dormire con qualcuno, così gli aveva detto al risveglio quando lui l’aveva avvolta in un altro abbraccio. Non era vero, non aveva dormito perchè era lui. Una cotta di sedici anni prima quando lo aveva conosciuto, bello, ombroso e tale lo aveva ritrovato. Cos’era quell’inquietudine nella notte? Gli sprazzi di felicità lei li viveva così, intensi e ruvidi. Facile dire goditela senza pensieri, ma come si fa a darsi e a rimanere incolumi? Lei non ne era capace. Aveva letto decine di libri su come essere felici ed era convinta fosse giustissimo non consegnarsi a qualcun altro, eppure dopo due notti d’agosto, si sentiva sgonfia e piena allo stesso tempo, vuota di certezze ed ebbra di quella sagoma che aveva aderito così bene al suo corpo. Le aveva innescato un desiderio spontaneo, continuo, profondo. Lui era capace di questo: accenderla. Quante volte aveva fatto l’amore pensando ad altro? Troppe. Con lui, la mente stava ancorata nello spazio fra i due corpi e l’anima scorreva dentro quegli attimi fra i sussurri plasmati dal piacere.
Al mattino, dopo averlo salutato, la prendeva un’irrequietezza dolce pervasa dai ricordi della notte e incapace di farseli bastare. Non era giusto valutare i nuovi incontri sotto la lente di ingrandimento dei vecchi, ma si era troppo data a chi aveva occupato il posto fino a un anno prima, per non avere paura. Paura non di lui, ma di se stessa, di quanto fosse capace di concedersi.
Non sapeva quando lo avrebbe rivisto, non sapeva nemmeno che nome dare a tutto questo, ma di una cosa era certa, era fatta per emozionarsi ancora, desiderare nello stomaco qualcuno. Non era poi così scontato.

Raccontateci la vostra storia inquieta, verso dove vi ha portato un’emozione, cos’hanno svelato le vostre paure durante il cammino.

Potete scrivere a: parliamone.rddv@gmail.com

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