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Un amore maturo… due lettere

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Un amore maturo… due lettere

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L’amore maturo. Esistono amori così, che resistono al tempo, si rinnovano quotidianamente e non si dissolvono negli egoismi? Ecco il pensiero di due lettori.

Uscire dal labirinto dell’effimero

Cara Riccarda,
una storia molto bella e sono certo sia possibile. Credo che l’amore maturo sia il più bello, il più nobile e indissolubile.
Sam

Caro Sam,
stiamo parlando di un amore di elezione, proprio nel senso etimologico di scelta. Pensa a come, nella vita, sia facile trovarsi dentro una storia e dire di non sapere nemmeno come è iniziata e andare avanti così, balzando anche in più storie senza capire come. Ma se non sai perché ti trovi lì, poi diventa facile migrare, fare comparsate in altre vite e uscire di nuovo perché nulla ti trattiene, né ti unisce e la collezione aumenta.
L’amore maturo, invece, credo sia l’opposto, abbia altri punti di partenza, una maggiore concretezza e autonomia perché scarta e seleziona, la smette con la bulimia di pensare che avere mille porte aperte su altrettante relazioni sia rassicurante. L’amore maturo interrompe il labirinto e non si perde.
Riccarda

Solo abitudine? No, un legame perpetuo che si rinnova

Buongiorno Riccarda,
forse la poesia di tutto questo è dovuta all’essersi conosciuti in un momento della vita nel quale dopo avere attraversato molteplici esperienze, lo spazio per i sogni è oramai esaurito. Invece, può capitare e sicuramente i protagonisti non vogliono più perdere nemmeno istante del loro stare insieme. Sono amori che restano inalterati nel tempo, senza mai deteriorarsi malgrado il quotidiano, anzi, si rinnovano sempre. Questo episodio mi ha fatto ripensare al passo di un libro, che racconta una storia della fine degli anni venti, quando ancora le cose si cercava di ripararle e non buttare via al primo problema come si fa oggi. Il passo è questo: “Il marito di Maria era rientrato in casa all’improvviso. Aveva fretta, voleva salutare la moglie e il nuovo nato prima di tornare al lavoro e non aveva pensato di sfilarsi gli stivali per non inzaccherare di terriccio l’immacolato pavimento della cucina. – Certo quegli stivali portano dentro un bel po’ di sporco -, aveva detto Ines ironica, pensando che la moglie avrebbe prontamente protestato nei confronti dell’uomo. – Si – aveva risposto Maria alzandosi per prendere la scopa, – ma portano dentro anche lui”. In queste poche parole, io ci vedo un amore che andrà avanti malgrado tutto.
Credo che alla fine nell’amore sia importante trarre sempre forza anche dall’abitudine, ma invece di sentirci sempre più distanti, annoiati e catatonici, dobbiamo cercare nuovi spunti rinnovandoci.
L.M.

Caro L. M.,
l’abitudine ha anche un’altra faccia oltre la ripetitività, che è l’essere, in certi casi, confortante. Poi sta a noi decidere come utilizzare questa sponda, se adagiarci, o solo ripararci al bisogno.
Riccarda

Scrivete a parliamone.rddv@gmail.com

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