1 Dicembre 2015

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Luoghi del sapere: i musei

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 4 minuti

casa-museo-remo-brindisi-lido-di-spina-comacchio-ferrara

Museo e città della conoscenza sono un binomio perfetto. Se uno vuole sapere dove ha casa la conoscenza in una città, cerca i suoi musei. In Germania, Brema, quella famosa per i quattro musicanti, come città della conoscenza si presenta attraverso i suoi sette musei, promettendo entusiasmanti spedizioni nel mondo delle scienze, avventure per i cinque sensi, il giro del mondo in 80 minuti e altro ancora.
L’International Council of Museum (Icom), nell’assemblea generale dell’Aja del 1989, definì il museo: “Un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che compie ricerche riguardanti le testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente naturale, le raccoglie, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, educazione e diletto.” Una cosa molto viva, palpitante, un luogo dove il sangue fluido del sapere scorre per tutte le vene.
È indubbiamente merito dell’Icom, come della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (2005), se oggi i musei offrono opportunità nel passato insospettabili: ricchi siti web, percorsi didattici, laboratori, visite virtuali, bar e bookshop.
Eppure non abbiamo ancora acquisito famigliarità con queste abitazioni della conoscenza. Sono luoghi che ancora esercitano nei nostri confronti una certa soggezione, come le chiese, come tutto ciò che contiene un passato a cui si accede con timore reverenziale, attraverso riti che possono essere preparatori o di iniziazione, come lasciare oggetti, borse e indumenti in deposito prima di accedere alle sale o quelli gestiti e diretti dalle guide o dai delegati alle audioguide, che ti rivestono con lo stigma del perenne turista anche quando sei a casa tua.
In queste abitazioni della conoscenza, gli oggetti, che ne sono la ragione e l’espressione, abitano in modo così invasivo da rendere indifferente l’identità del loro occasionale ospite in visita, il quale pare lì giunto solo per rendere ossequio, muovendosi a una debita distanza, in rispettoso silenzio, spostandosi quasi senza calpestare o urtare lo spazio, in un luogo che pare tale solo per le opere o i cimeli esposti, ma desolatamente un non luogo, un lungo corridoio di transiti per i suoi visitatori.
Ci sono passaggi nella Convenzione europea sul valore dell’eredità culturale, citata più sopra, che meriterebbero una più attenta e aggiornata riflessione. Per esempio un’affermazione come questa: “Riconoscendo la necessità di mettere la persona e i valori umani al centro di un’idea ampliata e interdisciplinare di eredità culturale”, oppure “l’esercizio del diritto all’eredità culturale può essere soggetto soltanto a quelle limitazioni che sono necessarie in una società democratica, per la protezione dell’interesse pubblico e degli altrui diritti e libertà”.
Ecco. Pensavo che l’esercizio del “diritto all’eredità culturale” è qualcosa che riguarda la città della conoscenza e, nello specifico, quei quartieri in cui la conoscenza abita che si chiamano musei. Quartieri che forse dovrebbero dialogare, comunicare tra loro, individuare gallerie di transiti, di reciproci passaggi, di contaminazioni, richiami e rimandi, per porre al centro la citata “idea ampliata e interdisciplinare di eredità culturale”.
Penso ai musei come punto d’incontro per la comunità, come luoghi di apprendimento permanente, di valori democratici e di apprendimento intergenerazionale.
I musei depositari della nostra identità, perché luoghi di conservazione dell’eredità culturale e della memoria storica. E allora i musei dovrebbero diventarci famigliari, non indurci in soggezione. Come se ogni volta andassimo a visitare le spoglie del nonno al camposanto. Mentre conservano il passato, potrebbero accogliere il presente nella sua vitalità e nelle sue espressioni. Si tengono iniziative pubbliche nelle sale cittadine, nelle sale delle biblioteche, nei teatri. E i musei? Non hanno sale da aprire ai momenti di vita, agli appuntamenti della città? I concerti a palazzo Costabili, sede del museo Archeologico nazionale, sono stati una felice intuizione, questa è una delle strade da percorrere.
Avvicinarsi a un museo con uno spirito che non si limiti alla semplice visita lo rende un corpo vivo della città, un luogo del presente anziché un luogo coniugato al passato. E questo vale anche per tutti i luoghi in cui è di casa la cultura, dalle scuole alle università. Farli uscire dalla loro riservatezza, dalla loro esclusività, dal loro angolo di storia o d’uso, per aprirli alla vita del territorio. Questo è uno dei compiti fondamentali di una città della conoscenza, di una città che voglia famigliarizzare con i luoghi dell’apprendimento, integrandoli nella vita quotidiana delle persone.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

  • LO STESSO GIORNO
    Quando i poveri eravamo noi: non dimenticare Marcinelle

  • Diario di un agosto popolare
    7. LA BOLLA SVEDESE

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • VERTENZA EX GKN:
    tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

  • Gli azzeccagarbugli servi dei padroni dell’energia

  • conchiglie mare sabbia

    PRESTO DI MATTINA
    Il pellegrino e la conchiglia

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi