COMUNICATI STAMPA
Home > OPINIONI > ALTRI SGUARDI > I numeri che governano il mondo ma non la felicità

I numeri che governano il mondo ma non la felicità

Tempo di lettura: 3 minuti

I dati della Banca Mondiale ci dicono che il Pil (Prodotto Interno Lordo) mondiale è cresciuto tra il 2018 e il 2019 di circa 2 trilioni di dollari (in percentuale del 2,3%) raggiungendo quasi 88 trilioni di dollari (87,8 trilioni).

Nella classifica dei Paesi che producono maggiore Pil non vi sono grossi sconvolgimenti. L’India continua ad avanzare e si piazza tra i primi 5, l’Italia è 8^ in quanto produce 2 trilioni di dollari di Pil che rappresentano il 2,3% del totale mondiale.

Come si nota, i primi 10 Paesi producono oltre la metà del PIL mondiale il che è un colpo d’occhio sulle capacità produttive e di scambio degli stessi (la tabella completa qui https://databank.worldbank.org/data/download/GDP.pdf) rispetto al resto del mondo che consta di 196 stati “sovrani”.

I dati di Eurostat e Oecd mostrano invece la perdita di Pil nel 2° trimestre 2020 rapportato allo stesso trimestre del 2019 su una serie di 39 paesi singoli a cui si aggiungano gli stessi dati in aggregato per Nafta, Eu, Euro area, Oecd totale.

Qui vediamo che a fare peggio è il Perù mentre Taiwan e Corea del Sud sono i paesi che meglio hanno resistito alla tempesta coronavirus. La Cina flette ma rimane con il segno positivo.

Diamo uno sguardo anche al debito pubblico mondiale. Nel 2019 è arrivato a 69,3 trilioni, ed è interessante notare che la maggior parte di questo debito è detenuto dai paesi ricchi, ad esempio l’Europa ne detiene il 23,4% (meno del Nord America che ne ha per il 34,2%) mentre l’Africa con la sua quota di 1,313 trilioni arriva appena all’1,9 della percentuale globale. Insomma si vive meglio dove si è fatto debito pubblico, peggio dove si è stati costretti a restituirlo.

La quota maggiore appartiene agli Stati Uniti, il Paese che spende di più, anche per sostenere l’economia degli altri stati, secondo il principio che se c’è un venditore deve esserci un compratore e che a un creditore corrisponde un debitore. Per assurdo, senza debito – credito non ci sarebbero transazioni e non ci sarebbe bisogno di conteggiare Pil e debito, forse non si produrrebbe niente oppure ognuno farebbe per sé.

In sostanza il debito globale è inferiore al Pil globale, quindi gestibile nell’eventualità di un confronto con economie aliene, e il debito pubblico non corrisponde a povertà e indigenza ma ‘probabilmente’ a sviluppo e investimento per il futuro. Una nota a questo è necessaria: il debito pubblico deve essere gestito bene per poter dare frutti, quindi dovrebbe essere compreso nelle sua funzione di spesa di quel settore che corrisponde al bilancio statale, mentre il Pil … “non misura ciò che rende la vita degna di essere vissuta”.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
RAZZA PADRONA:
quando il bicchiere è sempre più pieno
Due passi in centro…
SCHEI
Fratelli bianchi
Sabato 12 settembre a Voghiera presentazione del libro di Claudio Pisapia ‘L’altra faccia della moneta. Il debito che non fa più paura’

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi