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Fra tutte le notizie di oggi, sprinta velocissima, ancora inscatolata, la nuova bici firmata Ikea.
“Sladda”, disponibile nei negozi da agosto, “promette di rivoluzionare il mondo delle due ruote”.
Una specie di Dune Buggy delle biciclette ligia alle certezze di casa Ikea.
E le certezze di casa Ikea le conosciamo: te la compri e te la monti tu, ciccio.
Proprio come il comodino “Malkmus” (Pavement non inclusi).
E mentre scrivo so che l’asse per stirare “Jall” è appoggiata al muro del bagno, là, a ricordarmi che anche se a Ferrara l’Ikea non ha ancora aperto, beh, ai ferraresi ci pensa eccome.

Brano: “Hades” dei Bathory

Brano: “Hades” dei Bathory

Ma torniamo a parlare di biga elencando un po’ di specifiche:
-trasmissione a cinghia per evitare la ruggine (!)
-retromarcia (!)
-customizzabile con diversi accessori pensati per le esigenze del ciclista (!)
-cambio automatico Bioshift (!)
Che dire?
Come si dice qua “w la biga e chi la burdiga”.
E chi la burdiga la burdigherà a circa 560 €.
Disponibile anche con rimorchio (!) a 700 €.
Favoloso!
Che dire?
Grazie Svezia, come sempre.
Per gli ABBA, in primis.
Ma anche per quel ceffo del pezzo di oggi.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

 

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano.

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