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Le ragazze dai capelli di lino

I racconti del Lido/5
Le ragazze dai capelli di lino

La fille aux cheveux de lin come molti sanno è una celeberrima composizione di Claude Debussy e per tener fede ai titoli di queste cronachette anche il quinto racconto si collega a un momento straordinario della cultura novecentesca: in questo caso musicale. Così attendendo il vortice Circe annunciato per venerdì 5 agosto sulle coste adriatiche tra Veneto e Romagna mi affretto alla mia postazione ‘ binocolo’ sotto l’ombrellone. Distrattamente indosso una vecchia maglietta esibita orgogliosamente anni fa e comprata al Salone del Libro di Torino da una associazione culturale sarda, ‘Liberos’ ( un altro caso della follia italiota la decisione degli editori di contrapporgli, a Pero , un concorrenziale Salone milanese!). La scritta che campeggia sul davanti dice: ‘Con la cultura si mangia’.

L’acutissimo occhio dei miei vicini di spiaggia esprime immediatamente ironia e disapprovazione; poi riesco a intercettare labialmente uno sprezzante: ‘Figuraras !’ che per un ferrarese significa ‘Figuriamoci!’. I più colti pensano al solito ‘radical chic’ in trasferta sulle spiagge popolari .

Giudizi espressi in silenzio secondo la prassi consueta dei Lidi comacchiesi dove anche il Sindaco rifiuta di rispondere alle mie rispettose osservazioni sulla situazione delle spiagge che diventano sempre più Laide/i.

I sibilii che correggono la spontanea e divertente ‘essce’ ferrarese-emiliana si rincorrono tra les jeunes filles en fleur sempre più giovani e sempre più rare, tese a vacanze finalmente ‘in’ come quelle da consumarsi a Formentera , fortunosamente sostituite da imponenti matrone tutte regolarmente imbiondite. Il pensiero corre a cosa si pensava nel Cinquecento del colore biondo passato dall’oro dei capelli della petrarchesca Laura a una ben precisa organizzazione d’amore mercenario tra le donne veneziane. E si pensi al meraviglioso Due dame veneziane di Vittore Carpaccio tra i capolavori della pittura primo cinquecentesca. Lo stesso pseudo ritratto di Lucrezia Borgia in veste di Flora è stato oggetto di pensose critiche sul significato dei capelli biondi color del lino.

Nel frattempo solerti villeggianti recitano le minacciose previsioni metereologiche con impositivi ‘domani piove!’ mentre il tam-tam delle radio da spiaggia sottolinea l’inizio delle feriae augusti, imminente preludio della fine di un’estate da dimenticare.

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