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E alfine il sindaco di Comacchio rispose!

I racconti del lido/7
E alfine il sindaco di Comacchio rispose!

La risposta del primo cittadino della cittadina lagunare naturalmente arriva non a me ma al suo omonimo Fabbri capogruppo della Lega in Regione: un Marco contro un Alan. Un codino contro un barbuto. Numeri, severe reprimende, minacce di sfracelli, guardie private per preservare l’integrità dei bagni. Di tutto e di più. Sulla spiaggia scene da Far West: macchine della polizia che sequestravano la ‘roba’; i dannati della terra che si gettavano a terra singhiozzando o urlando; ma come raccontava Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo si vuole cambiare perché tutto rimanga uguale. Infatti dopo un’ora le culone si ammassavano ai banchetti per comprare.

Ma perché non multano loro???
Ritornato alla dignità di Lido, decido, dopo la tempesta di vento che ha scosso i pini tra gli ululati del mare e i fremiti di paura della Lilla, di avventurarmi nella prima, e forse unica, passeggiata lungo la battigia.

Gran folla e gran passeggio sulla riva montalianamente invasa dalle macerie degli abissi quasi che l’invocazione del poeta al mare, ‘Antico’, possa nell’orrida situazione che stiamo vivendo permettermi di “svuotarmi così d’ogni lordura / come tu fai che sbatti / sulle sponde / tra sugheri alghe asterie le inutili macerie del tuo abisso”.

I bambini raccolgono conchiglie, i cani tentano di tuffarsi tra le onde frenati da severe regole che vietano bagni comuni tra umani e pelosi. Insomma aria di festa per cui ottimisticamente mi propongo utopisticamente di trasformare queste cronachette in un romanzo il cui titolo non potrà che essere “Lardo”.

Fianchi opimi di signore in età gareggiano nel lento procedere della folla con i ventri dei loro accompagnatori. Coppie più giovani tra le pieghe del grasso esibiscono complicati tatuaggi che s‘inoltrano là dove il sol tace. Poi un momento di smarrimento e di sdegno. Un bambinetto etiope che non dimostra più di dieci anni offre timidamente le collanine: smarrito, spaesato. Resisto alla umana tentazione di dargli una moneta ma mi trattengo. Vorrei solo che chi lo sfrutta finisse immediatamente in carcere.

Dopo l’intervento della polizia si ritorna allo status quo un gruppo di lati B debitamente esibiti da non più giovani dame s’affolta attorno a un banchetto dove la bigiotteria riflette la luce del sole. Implacabili non hanno nemmeno il pudore di muoversi i modo discreto.

La calma è tornata dopo la tempesta e come si cantava ispirati: “i sogni son desideri racchiusi in fondo al cuor” e nel Lido riconquistato i sogni di “calme, luxe et volupté” come ci insegnava il Poeta passano per la falsità degli oggetti esposti in riva al mare.

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