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di Francesca Ambrosecchia

Sono da sempre, o per lo meno da quando ricordo appassionata di castelli e residenze nobiliari e delle storie nate entro le loro mura. In città d’arte e cultura come Ferrara tutto ciò si trova in abbondanza ma è impossibile non pensare al Castello di San Michele, fortezza della nostra città, ancora oggi punto di riferimento, simbolo della casata estense e della nostra storia.

Siamo a fine ‘300 quando Niccolò II d’Este sente la necessità di far erigere la fortezza a seguito di una rivolta: l’efficacia difensiva dell’edificio doveva ritrovarsi nella sua imponenza ma sicuramente anche il fossato, che ancora oggi lo circonda, ne è emblema.

Il Palio ci permette di rivivere ogni anno un po’ dell’atmosfera di quell’epoca ma la cosa che preferisco è fermarmi ad osservare alcuni suoi particolari la sera, quando è notte e pare deserto. La maggior parte delle finestre del castello sono chiuse, le cancellate che portano al cortile interno pure ma c’è qualcosa di affascinante in quel momento. In quel frangente, al buio, tutto è addormentato e il Castello sembra non essere più nell’epoca moderna, sembra non essere più quel luogo di cultura e storia aperto alla visita del pubblico; quando qualcosa è nascosto allo sguardo lo si può immaginare.

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