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Da Ferrara Off Teatro

Dal buffo al buffet, divertimento, danza e tanto altro nel weekend a Ferrara Off.

Continuano, anche il prossimo fine settimana, gli appuntamenti della stagione teatrale autunnale “Forme Umane” di Ferrara Off, che fino a dicembre animeranno i weekend del Teatro ferrarese, situato sul Baluardo della Montagna. Tre appuntamenti dedicati al divertimento, al cibo e all’incontro tra culture: sabato 18 novembre alle ore 16 andrà in scena lo spettacolo dedicato ai bambini “3 Regine, 2 Re, 1 Trono”, una produzione di Ferrara Off che vede in scena i giovanissimi Michele Graldi, Sofia Chioatto, Penelope Volinia, Giacomo Vaccari e Matilde Buzzoni per la regia di Giulio Costa. Un gioco sul potere attraverso le vicissitudini di cinque improbabili sovrani che a turno saliranno sul ‘trono’ e proveranno sulla loro pelle cosa significa guidare ed essere guidati. Annoiati, sognatori, viziati e golosi faranno divertire i grandi e soprattutto i più piccoli dai sei anni in su.
Sabato 18 novembre alle 21, grazie alla collaborazione con il Teatro Comunale di Occhiobello, Ugo Dighero, in scena nel teatro veneto con “Mistero Buffo” di Dario Fo, sarà in scena a Ferrara Off con un atto unico di Marco Melloni dal titolo “Mistero Buffet”. Il monologo indagherà, con sapiente ironia, il comportamento umano davanti al territorio di caccia più ambito di tutte le serate mondane: il buffet. A seguire, per rimanere in tema, nella sala adiacente al teatro sarà possibile gustare una cena a buffet, previa prenotazione al sito www.ferraraoff.it o al numero 333.6282360, al costo di 10 euro.
Domenica 19 alle ore 18, sarà possibile assistere, con ingresso libero, alla proiezione del terzo film della rassegna cinematografica “Appuntamenti al Cinema”, collegata agli spettacoli di danza contemporanea – progetto ‘Focus Africa o delle identità negate’ – a cura del Teatro Comunale di Ferrara. Il documentario “La Recontre” narra dell’incontro tra due culture, quella europea e quella africana, attraverso la danza della coreografa Mathilde Monnier e del ballerino Seydou Boro.
L’ingresso a “3 Regine, 2 Re, 1 Trono” è di 8 euro per i soci Ferrara Off, 10 euro (comprensivi di tessera 2018) per i non soci, 5 euro per gli under30. Per “Mistero Buffet” il costo è di 10 euro per i soci Ferrara Off, 8 euro per gli under30, 12 euro (comprensivi di tessera 2018) per i non soci, 5 euro per gli under18.
Maggiori informazioni su www.ferraraoff.it o chiamando il numero 333.6282360.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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