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Il consigliere Maresca (PD) sulle problematiche dei rifiuti

Tempo di lettura: 4 minuti

Da: PD Ferrara

La politica è il luogo dove si cercano soluzioni condivise, componendo idee e interessi diversi, ed è anche il luogo del possibile, dove si rinuncia ciascuno a qualcosa per fare tutti insieme qualche passo avanti.
Credo che il bene comune si promuova anche così, con la disponibilità a valorizzare più ciò che si mette insieme che ciò che divide.
I soggetti promotori della delibera di iniziativa popolare sul tema della gestione dei rifiuti, all’indomani della sua approvazione, emendata, in Consiglio Comunale, mi pare abbiano scelto invece la via della divisione: non una parola per sottolineare il risultato raggiunto, anche se ai loro occhi parziale, e invece solo critiche: per la maggioranza, per l’opposizione, addirittura critiche tra l’uno e l’altro soggetto promotore. Un tutti contro tutti che permette di fare ben pochi passi avanti.
Essendo uno degli estensori degli emendamenti che hanno reso possibile l’approvazione della delibera, vorrei precisare alcune cose a seguito del comunicato di Ferraraincomune.
L’oggetto dello studio nella versione finale approvata non va “parzialmente nella direzione” indicata, ma ci va totalmente: abbiamo mantenuto le stesse parole aggiungendo solo che lo studio preveda anche una comparazione con le modalità di gestione attuali: qualcosa in più e non qualcosa in meno.
Il Tavolo partecipativo non è affatto svuotato della possibilità di impostare lo studio, infatti si precisa che il tavolo ha un ruolo nella “definizione e valutazione” dello studio di fattibilità. Una volta impostato nel dettaglio l’oggetto dello studio, occorre però che lo studio lo faccia chi ne ha le competenze e la professionalità, altrimenti sarebbe di scarsa utilità. Il Tavolo partecipato potrà fare riflessioni, ascoltare esperienze, esprimere valutazioni, tutte cose di grande importanza, ma non può certo redigere un piano economico-finanziario.
Ma il problema principale sembra essere l’aver individuato Atersir come soggetto che finanzia lo studio: è strano che si voglia passare ad una gestione pubblica e poi non ci si fidi degli enti pubblici. Atersir è una agenzia regionale pubblica, sotto il controllo degli enti locali della Regione, che si occupa esattamente della gestione del servizio rifiuti e che rispetto alla scelta di affidamento pubblico o privato non ha nessuna pregiudiziale, tant’è che nella nostra regione in diversi territori affida la gestione dei rifiuti a società pubbliche. Inoltre non sarà Atersir a redigere materialmente lo studio, ma sarà solo il soggetto pagante, risolvendo così il problema di copertura della spesa da parte del Comune che era presente nella delibera principale.

Cosa abbiamo risposto quindi ai cittadini che, ritenendo la gestione pubblica diretta dei rifiuti il sistema migliore, ci hanno chiesto di valutare cosa vorrebbe dire metterlo in essere qui a Ferrara, tramite uno studio di fattibilità e un tavolo partecipato di confronto?
Abbiamo risposto che non ci sentiamo di condividere che la gestione diretta sia aprioristicamente la migliore, ma che accettiamo la sfida di rimettere in discussione la modalità di affidamento. Perciò lo studio di fattibilità e il tavolo partecipato si faranno, e successivamente faremo una valutazione finale che sarà inevitabilmente più ricca e più informata. A riprova di ciò, abbiamo anche esplicitato in delibera la sospensione dell’iter per arrivare alla gara.
Invito pertanto l’associazione Ferraraincomune a riconsiderare la sua posizione, perché credo che i tanti cittadini che hanno firmato la proposta apprezzino più il risultato raggiunto che i distinguo ad ogni costo.

PS: ai toni sgradevoli e sprezzanti di Paolo Pennini del comitato Mi Rifiuto non rispondo, anche perché qui credo che la questione sia su un altro piano, essendo Pennini non proprio un cittadino qualunque ma una figura di spicco, forse addirittura prossimo candidato sindaco, di un movimento che dei toni urlati e sprezzanti ha fatto la propria cifra stilistica.

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