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Svegliarsi dopo un incidente, non provocato né direttamente né indirettamente, e non poter più camminare.
È quello che è successo pochi giorni fa a Manuel Bortuzzo, diciannovenne promessa del nuoto, che ha commesso il solo errore di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
In mezzo ad un regolamento di conti mentre stava semplicemente comprando delle sigarette con la sua ragazza, miracolosamente illesa.
É accaduto a Roma, dove si era recato per allenarsi, per inseguire il suo sogno di diventare un grande nuotatore.
Un nuotatore che usa quelle gambe per macinare chilometri, da solo, accompagnato soltanto dalla propria perseveranza.
Questa vicenda, più di altre, ha risvegliato in me il pensiero di come sia profondamente autentico il fatto che la vita possa bruscamente sterzare in qualsiasi istante, e senza un motivo decidere di colpire te e non qualcun altro.
E non solo ti travolge, inaspettatamente e assurdamente, ma ti lascia anche il compito di trovarlo tu un motivo, uno qualsiasi, anche piccolo, senza il quale non sarebbe possibile andare avanti.
C’è qualcosa che ci permette di non abbandonarci allo sconforto, al senso di impotenza che storie come questa suscitano in noi?
È vedere come all’insensatezza si possa reagire con un coraggio, una lucidità e tenacia capaci di far impallidire l’irragionevolezza di certe vicende della vita.

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