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Il Covid frena la tenuta delle imprese femminili ferraresi: a fine 2020 sono 93 (-1,16%) in meno rispetto al 2019

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Camera di Commercio Ferrara

Ferri: “La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo, la discriminazione, invece, ne costituisce un freno”
IL COVID FRENA LA TENUTA DELLE IMPRESE FEMMINILI FERRARESI: A FINE 2020 SONO 93 (-1,16%) IN MENO RISPETTO AL 2019
LA PANDEMIA COLPISCE SOPRATTUTTO LE ATTIVITÀ DELLE UNDER 35
-31 imprese a Ferrara, +33 a Goro

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili ferraresi, frenandone la tenuta che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio registra un calo del -1,16% (quando a livello nazionale è stato dello 0,29%), pari a 93 attività in meno rispetto al 2019. Una perdita ancora contenuta, ma superiore di qualche decimale a quella delle imprese non femminili, trend in controtendenza rispetto al passato.

Nella nostra provincia, le imprese guidate da donne sono 7.926, pari al 23,0% (a fronte del 22,0% dell’Italia e del 20,8% dell’Emilia-Romagna) del totale delle imprese. E sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente “più giovane” di quello maschile, le aziende guidate da donne con meno di 35 anni riducono la loro incidenza di 778 unità (-29 rispetto al 2019), rappresentando, ora, il 10,9% del totale, mentre nel 2019 erano l’11,2%.

Commercio e attività legate al Turismo scontano i veri danni della pandemia: 36 le imprese femminili in meno rispetto al 2019, mentre si registrano -35 unità nei settori Alloggio e Ristorazione. Diminuiscono, inoltre, le imprese femminili Agricole, (-9 unità) e le attività del gruppo “Altri servizi”, che comprendono quelli alla persona, (-10 imprese). Tengono, seppure a fatica, i comparti Manifatturiero, Noleggio, Agenzie di viaggio, Servizi di supporto alle imprese, Costruzioni e le Attività finanziarie e assicurative. Continua al contrario la crescita di alcuni settori, a partire da quelli a maggior contenuto di conoscenza come le Attività professionali (+11 unità, con una variazione del 6,1%), e le Attività immobiliari (+11, +2,4%), a ritmi superiori a quanto si registra per le imprese non femminili.

A livello comunale, la contrazione più elevata in termini assoluti viene rilevata nel Comune capoluogo (-31), seguito da Argenta, Cento, Codigoro e Copparo, che insieme perdono 87 imprese. Si registrano, invece, variazioni positive a Goro (+33 unità rispetto al 2019), a Lagosanto, a Mesola e a Bondeno.

“La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo, la discriminazione, invece, ne costituisce un freno”. Così Gisella Ferri, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio, che ha aggiunto: “Mi auguro che sempre più si rafforzi la presenza delle donne nelle istituzioni, nelle imprese, nelle università, nelle associazioni, nei partiti, nei sindacati, contribuendo a superare vecchie barriere culturali che non hanno più ragione di essere. L’idea stessa di libertà è diventata più grande grazie all’irrompere della novità femminile, ma guai a dimenticarsi di chi resta indietro o viene escluso. Non è vera libertà piena quando una conquista è pagata con l’esclusione di altri, non è libertà se, a parità di mansioni, il salario della lavoratrice è inferiore a quello di un lavoratore. Una questione – ha concluso Gisella Ferri – a cui l’intera società è chiamata a dare una risposta all’altezza della libertà e della dignità che la nostra Costituzione ci ha fatto raggiungere”.

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