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Il DNA di Poltrona Frau protagonista di una Mostra al Dipartimento di Architettura di Unife

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Ultimo appuntamento con le icone della cultura internazionale contemporanea del design

E’ giunta al terzo e ultimo appuntamento la collaborazione tra il Laboratorio di ricerca Material Design del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e il gruppo dei famosi brand Cappellini, Cassina e Poltrona Frau che, insieme, hanno dato vita al Mese del design negli spazi espositivi e convegnistici del cinquecentesco Palazzo Tassoni Estense di via Ghiara 36, che ha ospitato mostre, istallazioni, conferenze, tavole rotonde dedicate al design contemporaneo.

Giovedì 27 novembre alle ore 16 nel Salone d’Onore del Palazzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Icone Poltrona Frau. DNA, scenografia di Noé Duchaufour-Lawrance”, visitabile fino a sabato 29 novembre dalle ore 9 alle ore 19, l’Architetto Marco Romanelli, curatore della pubblicazione “Icone Poltrona Frau”, terrà una conferenza in cui esplorerà il ruolo dei prodotti icona negli spazi abitativi contemporanei.

L’allestimento espositivo sarà incentrato sulla pelle, materiale di elezione della marca, e sul concetto di prodotto-icona. Cinque le poltrone selezionate ed esposte in mostra – Chester, 1919, Vanity Fair, Lyra, Sanluca – tutte segni distintivi dell’abitare moderno e contemporaneo, simboli di un secolo di storia, di costume, di design.

Noè Duchaufour-Lawrance srotola in maniera fisica e palpabile, attraverso una scenografia spaziale fluida e flessuosa, un cordone cilindrico di ottanta metri di lunghezza rivestito di pelle arancione, a partire dalla lettera P di Poltrona Frau, e, simmetricamente, anche iniziale della parola Pelle. Metafora della passione, della maestria tecnica e della libertà creativa che nutrono l’identità delle collezioni di Poltrona Frau, questo sottile, ma coloricamente incisivo, segno materico si eleva e libra nell’aria, avvolge se stesso nello spazio, abbracciando, di volta in volta, le poltrone per terminare nella Vanity Fair, icona per antonomasia della marca. Il cordone collega così, simbolicamente, artefatti famosi del brand, tappe significative di una storia produttiva lunga un secolo. Una tradizione artigianale, di eccellenza, quella di Poltrona Frau, connessa sempre a magisteri interpretativo-esecutivi innovativi e sorprendenti nella lavorazione della pelle.

“Questo marchio – afferma Noè Duchaufour-Lawrance – è materico, vivo, tanto per l’uso di pelle come per l’importanza che attribuisce al dialogo e al progetto. Questo dialogo da’ vita a oggetti che si succedono nel corso della storia. È un dialogo legato agli artigiani che continuano a replicare i gesti che appartengono ad altri tempi, e ai designer, architetti, ricercatori che continuamente portano il marchio a sublimarsi e superarsi. Questo è il legame identitario che traspare tra questi progetti e che ho voluto far valere e sottolineare alla vista e al tatto.”

“Questa scenografia – conclude Duchaufour-Lawrance – deve essere vissuta come un’esperienza fisica, materica, a fior di pelle, che ci invita a sentire gli oggetti attraverso il tatto. Una mossa chiara di Poltrona Frau, che ha ben compreso da 102 anni che l’arredamento è un’estensione del nostro corpo.”

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