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Il duce resta cittadino onorario di Ravenna col voto del Pd

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Il cavalier Benito Mussolini resta cittadino onorario della rossa Ravenna. Nei giorni scorsi la richiesta di cancellazione dell’atto è stata respinta da una commissione del Consiglio comunale. Tutti contrari ad eccezione di Sel, Movimento 5 stelle e della lista civica “Per Ravenna” il cui capogruppo, Alvaro Ancisi, aveva avanzato la proposta, chiedendo di revocare al duce e a due altri esponenti fascisti (il prefetto Eugenio De Carlo e il ministro Stefano Giuriati) il titolo di cittadini onorari, concesso loro durante il Ventennio. Contrario al provvedimento di revoca anche il Pd.

I bene informati riferiscono che la maggioranza temeva una manovra strumentale. Ancisi – vecchio democristiano anticomunista ma, a quanto pare, anche antifascista! – avrebbe in realtà agito con scopi non dichiarati, ordendo un tranello. L’ok alla ‘destituzione’ del duce si sarebbe trasformato, secondo il presunto piano, in una sorta di grimaldello: aperta la breccia la si sarebbe sfruttata per cercare di abbattere figure storiche dell’epopea comunista celebrate nella toponomastica cittadina.

Un’evenienza avversata dal governo cittadino che, per cautelarsi, ha da tempo blindando le attribuzioni con un regolamento comunale che impedisce modifiche a posteriori. Una normativa che si sarebbe dovuta cambiare anche nel caso in cui si fosse approvata la proposta relativa al duce.

Così l’istanza, per evitare ogni imbarazzo futuro, è stata bocciata dalla maggioranza che fa capo al Pd, con la discutibile giustificazione che la cancellazione della cittadinanza a Mussolini sarebbe equivalsa a una “operazione di revisionismo storico”. Insomma, una perniciosa arrampicata sugli specchi dall’effetto paradossale: stavolta per salvare il bambino (il pantheon di famiglia) si tiene anche l’acqua sporca…

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