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Google celebra Ariosto, un bel regalo per Ferrara

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Google celebra Ariosto, un bel regalo per Ferrara

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Oggi gli utenti italiani di Google, mentre digitavano le loro ricerche sul motore più utilizzato al mondo, si sono trovati di fronte ad un doodle molto caro ai ferraresi: quello che ricorda il 540° della nascita di Ludovico Ariosto, l’illustre poeta reggiano di nascita, ma ferrarese d’adozione.
L’Ariosto è nato infatti a Reggio Emilia l’8 settembre del 1474, primo di dieci fratelli.
Si è poi trasferito a Ferrara in giovane età per frequentare l’università, prima gli studi di legge, presto abbandonati, poi quelli umanistici, da cui il suo amore per la poesia in volgare, che lo porterà a comporre il suo più celebre poema: L’Orlando Furioso (una stesura durata anni, dal 1505 al 1532).
“Vari sono gli elementi del doodle – scrive Roberto Russo su Books Blog, il primo ad aver commentato la notizia – vediamo il drago (che forma la scritta Google), l’ippogrifo, la lancia, la donzella sull’isola. I riferimenti sono vari e appartengono tutti all’opera dell’Ariosto. È proprio a Ludovico Ariosto, infatti, che abbiamo la prima descrizione dell’ippogrifo, questa creatura alata che rappresenta un cavallo alato. Scrive Ariosto nel canto VI dell’Orlando furioso:

Non è finto il destrier, ma naturale,
ch’una giumenta generò d’un Grifo:
simile al padre avea la piuma e l’ale,
li piedi anteriori, il capo e il grifo;
in tutte l’altre membra parea quale
era la madre, e chiamasi ippogrifo;
che nei monti Rifei vengon, ma rari,
molto di là dagli aghiacciati mari.

Quivi per forza lo tirò d’incanto;
e poi che l’ebbe, ad altro non attese,
e con studio e fatica operò tanto,
ch’a sella e briglia il cavalcò in un mese:
così ch’in terra e in aria e in ogni canto
lo facea volteggiar senza contese.
Non finzion d’incanto, come il resto,
ma vero e natural si vedea questo.

Al canto IX troviamo invece la fanciulla e il drago. Leggiamo:
Voi dovete saper ch’oltre l’Irlanda,
fra molte che vi son, l’isola giace
nomata Ebuda, che per legge manda
rubando intorno il suo popul rapace;
e quante donne può pigliar, vivanda
tutte destina a un animal vorace,
che viene ogni dì al lito, e sempre nuova
donna o donzella, onde si pasca, truova;

Nello specifico del doodle odierno, comunque, troviamo una delle scene più celebri dell’Orlando furioso. C’è Ruggiero che cavalca l’ippogrifo salva Angelica dal mostro marino. Però Angelica, una volta messa in salvo, non sposerà Ruggiero ma preferirà Medoro, provocando l’ira dei cavalieri che le facevano la corte e la follia di Orlando”.

Una sorpresa bella e inspettata quella di Google, che coglie impreparata la città in cui l’Ariosto ha scelto di vivere fino alla fine dei suoi giorni e che oggi non gli tributa nessun particolare evento.
E’ auspicabile che questo insperato ritorno di immagine per il poeta e, indirettamente, per Ferrara, possa stimolare tanti a riprendere in mano le sue opere e, perché no, a vistare i suoi luoghi.

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