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2 Settembre 2016

Il gatto Poirot è libero

Tempo di lettura: < 1 minuto


Da: Comune di Ferrara

In seguito agli ultimi esposti presentati da residenti di via Rambaldi, nella mattina del 2 settembre, la Polizia Municipale ha preso contatti con la famiglia oggetto delle lamentele.
Dopo una lunga trattativa nei pressi dell’abitazione, presente anche l’avvocato di fiducia, essi si sono convinti ad incontrare il personale dei servizi socio-sanitari dell’Azienda USL.

Nella primissima mattinata anche il servizio veterinario aveva proceduto ad un controllo , purtroppo senza successo, sul gatto presuntivamente maltrattato.

Questa mattina vi è stato l’ultimo di numerosi controlli e sopralluoghi che Municipale, Carabinieri, Servizio veterinario e Vigili del Fuoco hanno condotto da oltre un anno nei confronti dello stesso nucleo famigliare.

Oggi il gatto Poirot é stato liberato.

Si coglie l’occasione per precisare che l’amministrazione comunale ha seguito con attenzione la situazione di conflittualità creatasi in Via Rambaldi, in particolare considerando la sofferenza dei residenti che hanno già provveduto a denunciare le azioni provocatorie subite nel tempo: azioni che dovranno essere accertate nelle competenti sedi processuali.
La complessità della situazione giustifica il tempo e l’interessamento delle varie istituzioni le quali, per il pressante coinvolgimento di tanti estranei, non sono state facilitate nel mantenere e garantire il dovuto riserbo che la situazione impone. I Servizi nel tempo intervenuti hanno voluto salvaguardare tutti i soggetti coinvolti anche nel tentativo di rasserenare i tesi rapporti di vicinato che rischiano di degenerare ulteriormente se alimentati in maniera sconsiderata sull’onda della sola emotività.

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COMUNE DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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