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“Il gruppo prima del risultato”. Dai gloriosi anni ’70 alla rinascita attuale attraversando l’eclissi: il Ferrara Baseball si racconta

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Ci fu un tempo, qualche decennio fa, nel quale il baseball a Ferrara era in grande evidenza e veniva considerato tutt’altro che uno sport di “nicchia”, lontano inoltre, a suo modo, dalla tradizione che lo vuole uno sport esclusivo per americani. La storia del baseball in terra estense inizia nei primi anni ’70, siamo a Ferrara e i protagonisti sono un folto gruppo di amici che, mossi da tanta passione e voglia di fare, decidono di “incominciare a dare qualche colpo a una pallina piuttosto che un calcio ad un pallone”. A raccontarlo sono due colonne portanti di questo gruppo, Edmondo “Bibi” Squarzanti e Fabio Abetini, insieme a un giovane americano, John Rotondo, simbolo di un’altra storia, più recente, quale è la rifondazione di quella stessa società che con il tempo era andato perduta.

10384742_10202225317254002_5639214506089623301_nMa andiamo per ordine.
Negli anni ’70 nacque quindi il Ferrara Baseball Club, società sportiva sorta da zero e senza precedenti, destinata in poco tempo ad allargarsi e raccogliere sempre più adepti. Le figure chiave in quel contesto furono due: Renzo Polelli, professore di educazione fisica al Dosso Dossi, e la ditta “Autoricambi Masini”.
“Il professor Polelli fu un po’ il nostro mentore, colui che ci fece appassionare a questo sport – affermano Squarzanti e Abetini – ed è stato soprattutto grazie all’attenzione che dava al baseball nelle scuole, oltre alla sua caparbietà nel farsi sotto con l’amministrazione di allora, se siamo riusciti a concretizzare il progetto”.
E fu così, con una personalità di rilievo ed uno sponsor (che dava il nome alla squadra), che le cose iniziarono a svilupparsi. “Il ritrovo per gli allenamenti era in quello che noi chiamavamo “campo della Vis”, vicino al Liceo Roiti e al Bachelet – raccontano – mentre per le partite riuscimmo a farci concedere il motovelodromo”. La curiosità aumentava anche tra le ragazze che, dopo aver visto vari allenamenti, decisero di creare una squadra di softball (al tempo in Italia sport diffuso solo tra le donne).
Ed in questo modo la società andò strutturandosi: dalle giovanili ai cadetti fino ad arrivare ai senior della prima squadra, arrivata a disputare addirittura la serie C. “Al motovelodromo potevamo contare su un grandissimo seguito. Si era lanciata in qualche maniera una vera e propria moda. Al tempo, infatti, solo noi giravamo per strada con i cappellini da baseball e questo faceva scalpore, suscitava interesse”. Tutto quindi andava nella giusta direzione, il baseball si diffondeva (i tre ricordano la particolare attenzione dopo i mondiali del ’78 disputati per la prima volta in Italia, a Roma) e i ragazzi incominciavano a giocare già da piccoli. Si aprì inoltre una porta per un luogo fisso di ritrovo, individuato all’interno del Parco Urbano, dove Fabio e Edmondo ricordano di aver piantato con le 580555_532220186812076_1786299481_nloro mani sei pali, ad oggi ancora nella stessa posizione.
Ma quella che sembrava essersi consolidata come una solida realtà, al contrario, fu solo l’inizio di una lunga “pausa” terminata un paio di anni fa, poiché “nel 1984 nessuno seguiva più le categorie giovanili, incominciarono i primi problemi e la squadra andò sciogliendosi”.
Dopo più di un decennio di attività, quindi, il baseball a Ferrara cessò di esistere. Un fatto in controtendenza all’interno di una regione come l’Emilia Romagna, storica “roccaforte” del baseball nazionale, poiché in tutte le province risultava (e risulta tutt’oggi) essere attiva una società di baseball. Tranne a Ferrara, appunto.

Ma sul finire del 2012, dopo un giro di telefonate tra i vecchi amici, attraversando ricordi e legami indelebili ma soprattutto grazie ad una passione rimasta intatta nel tempo e alimentata da tanta voglia di mettersi ancora in gioco, oggi il Ferrara Baseball Softball Club è rinato letteralmente. Troppa era la voglia di tornare ad indossare guantoni ed impugnare mazze al punto che, oltre a Fabio e Edmondo, hanno risposto positivamente alla proposta anche altre “vecchie glorie” della storica “Autoricambi Masini” come Roberto, Michele, Alberto e Leonardo. Fondamentale è stato l’inserimento di giovani interessati e coinvolti nel progetto come John, ma anche l’ingresso sulla scena di “coach” Emmanuel Herrera, storico giocatore e allenatore dominicano e ad oggi colui che ha costituito ed allena la nuova squadra.
554049_480990111935084_1428948676_n (2)“Il desiderio comune era quello di tornare a diffondere quei valori e quelle sensazioni che solo uno sport come il baseball ti può dare”, racconta Bibi che, divenuto educatore sportivo sotto la Fibs (Federazione italiana Baseball Softball), si trova spesso a viaggiare nelle varie scuole del territorio. “L’aggregazione è il concetto fondamentale nella disciplina del baseball, poiché valori come il rispetto e il senso della squadra sono caratteristiche imprescindibili per giocare a questo gioco. Il gruppo deve rimanere unito, le eventuali assenze devono essere segnalate per tempo, alla partita si viene con le famiglie”, su questo si basa la rinascita delle giovanili del Baseball Ferrara.
Il baseball come modello educativo quindi, prima di tutto e prima di tutti. Mi parla dei tempi moderni Bibi, di come i giovani non si avvicinano più allo sport e di come “dispositivi come la Wii non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. I giovani si ritrovano oggi a giocare a baseball nel salotto di casa e davanti ad una televisione, non escono più. Questo crea evidenti lacune a livello psicomotorio, e questo nelle scuole lo si vede eccome.”
Trasversale a ciò è la proposta “Filo Conduttore Sportivo”, che mi descrive Fabio Abetini. 1013236_10204118718840895_5704258347839054618_nUn’iniziativa lanciata dal Baseball Ferrara e dal Centro Sportivo Italiano dedicata ai bambini che, avvalendosi degli insegnamenti teorici e pratici di sport come il baseball ma non solo, ha come scopo dare continuità all’educazione dei più giovani tramite lo sport. “L’educazione per un bambino inizia nelle mura di case e si sposta all’interno della scuola – afferma Abetini – il nostro obiettivo è continuare questo percorso anche all’interno dell’attività sportiva extra-scolastica. Da qui l’idea del filo conduttore”.
Tra le altre cose, durante la chiacchierata, è emersa inoltre la fondamentale importanza del linguaggio originario nel gioco del baseball, poiché “oggi tendiamo ad italianizzare troppo alcuni termini che in questo sport andrebbero pronunciati nella loro lingua d’origine. Ecco perché agli allenamenti insegniamo ai ragazzi anche in spagnolo ed in inglese”. E ancora l’importanza del dualismo squadra/singolo che, dice John, “è una delle cose che più mi fanno apprezzare questo sport. Il fatto che devi cercare di emergere allo stesso modo sia da singolo sia da squadra è una delle cose che ti spingono a dare sempre il meglio, in ogni circostanza. Nessuna delle due parti va tralasciata, se una di queste viene meno il gioco non sta in piedi”.

Ma quali sono i numeri della nuova società? Oggi gli iscritti al Baseball Ferrara sono più di 1979649_10204118752561738_1200882737304920763_ncinquanta; le categorie giovanili si compongono in gruppi di più annate che periodicamente disputano tornei e frequentano regolarmente gli allenamenti, mentre la prima squadra disputa il Lab (Lega Amatoriale Baseball), una lega amatoriale molto ben organizzata che spazia i territori emiliano-romagnoli e veneti.
Il baseball a Ferrara è dunque assolutamente ripartito a pieno regime, il passaparola è via via sempre maggiore e le nuove tecniche di comunicazione tra social e web permettono una diffusione delle attività sempre più ampia. Ma quello che, infine, è emerso più forte tra le tante parole scambiate con gli amici “baseballer” è una cosa sola: il desiderio di avere un luogo fisso dove trovarsi, una vera e propria casa per il Ferrara Baseball e non più solo soluzioni temporanee senza panchine o spogliatoi. Un appello, una richiesta, un desiderio che sarebbe anche il coronamento di un sogno incominciato tanti anni fa e che, dopo un lungo e tortuoso percorso, meriterebbe di avere il suo giusto riconoscimento. Un impegno preso (per ora solo a parole) anche dal Comune di Ferrara che ci rende fiduciosi.
Intanto, nell’attesa di trovare il “diamante” ufficiale, auguriamo lunga vita al Baseball Ferrara. Questa volta per davvero.

Contatti:
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/FerraraBaseballClub
Web: http://www.csiferrara.it/baseball.php

Foto gentilmente concesse da Edmondo Squarzanti

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