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Il leggero battito di una farfalla

Tempo di lettura: 4 minuti

di Isabella Greghi

Cara farfalla ,
ti sei adagiata sopra la mia spalla mentre stavo camminando.
Che belle ali che hai, nessuno te lo ha mai detto? Forse no.
Forse siamo tutti concentrati su noi stessi, sulle cose “grandi” della vita, che talvolta dimentichiamo di soffermarci a guardare quelle piccole, che offrono ogni giorno la bellezza della loro semplicità.
Vorrei poterti offrire anche io qualcosa, una spalla su cui poterti riposare, la mia nuova amicizia, il mio ricordo. Ma più ci penso, più mi rendo conto che ciò che ho da offrirti è ben poca cosa: un po’ di tempo e queste mie semplici parole.
Vorrei poterti dare ben altro: quella gioia di vivere che si prova da giovani, quel senso di immortalità che ci contraddistingue. Vorrei poterti dare la gioia che provo quando incontro un’ amica o un amico, come pure quell’ appagamento di respirare a pieni polmoni, di sentire il calore del sole sulla pelle.
E poi, cara farfalla, hai mai volato sino al mare? Ecco. Vorrei donarti quella sensazione di pienezza che provo alla vista del mare.
Vorrei poi raccontarti anche dei miei momenti bui e degli scogli difficili che ho affrontato, per poterci ridere sopra e guardare al futuro insieme.
Vorrei ascoltarti, capire anche le tue paure.
Vorrei infine ridere insieme a te – di te, di me, del mondo, senza che per questo nessuno si offenda.
Ma non ho da offrirti – per ora – solo che questa lettera, che per quanto “nulla” possa essere, racchiude in se il pensiero di un’anima che sogna di esserti un po’ vicino, di ricordarti, di tenere la tua storia a cuore.
Sai, cara farfalla, c’ è chi pensa tu sia fragile, moto esile, troppo delicata.
La verità è che la tua bellezza non sembra essere compresa da un mondo che veicola solo conformità, perfezionismo, effimera apparenza.
Non è facile essere forti lo so, talvolta si cade in quel vortice da cui è difficile risalire.
Ti voglio però raccontare una storia che ho letto un giorno, e che forse ti piacerà: un amico vede Mullah inginocchiato per la via intento a cercare qualcosa. Si avvicina e gli chiede: “Mullah, che cosa cerchi?”. E Mullah risponde “Ho perduto la chiave“. “Oh, Mullah, che peccato. Ti aiuterò a cercarla.” L’amico s’inginocchia e domanda. “Mullah, dove l’hai persa?”. E lui risponde: “L’ho persa in casa”. “Allora perché la cerchi qui fuori?”. E Mullah: “Perché qui c’è più luce”.
E’ strano vero? Ma è esattamente ciò che facciamo con la nostra vita! Crediamo che le risposte ai nostri problemi siano da trovare là fuori, alla luce, dove è più facile cercare.
Ci affanniamo per vedere l’ approvazione negli occhi degli altri. Cerchiamo sicurezza e consenso basandoci sul giudizio della società.
Pensiamo di essere completi solo dipendendo da qualcuno.
O peggio, smettiamo di mangiare credendo di piacere di più.
Ma ci sbagliamo, cara farfalla.
Sentirsi completi non è colmare i vuoti; e l’ unico modo per perdere peso, è perdere il peso delle opinioni altrui!
Crediamo che facendo le valigie e fuggendo via si annullino i problemi. Facciamo una prova, andiamo a rifugiarci sulla vetta di una montagna nepalese, e quando avremo superato la meraviglia di trovarci nel Nepal, che cosa troveremo di fronte a noi, guardando nello specchio?
Noi, cara farfalla, semplicemente noi.
Con tutte le nostre paure, confusione, solitudine.
Quindi è ora di incominciare a cercare nel posto giusto. E non è là fuori, è dentro di noi. Ma dentro c’è un buio spaventoso. Non è facile cercare nell’oscurità e nessuno ci insegna come fare.
Ho capito, cara farfalla, che nessuno è tanto in grado di salvarci quanto noi stessi.
Chi ci ama è punto di riferimento fondamentale, ma è in noi la forza per cambiare strada, per dire “no”.
Auguro a tutti la forza di scappare da ogni cosa che renda fragili, tristi, disorientati.
Auguro a tutti la forza di non tornare indietro.
Auguro a tutti la forza di reagire.

Cara farfalla,
ora te ne sei andata.
Hai aperto le tue esili ali e sei volata verso il cielo.
Hai lasciato la mia spalla, non ci tornerai più.
C’è chi ancora crede che il tuo sia un volo flebile. Ma guarda quanto in alto sei volata con la forza delle tue sole ali.

Cara farfalla,
sei nata libera e libera rimarrai.

A Lea.

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