Home > IL QUOTIDIANO > Il manto notturno
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Percorrendo spiagge deserte, il luoghi remoti, l’idea che mi assale non è quella romantica dell’occhio che si perde verso l’orizzonte. No. Le mie letture notturne impongono al mio pensiero la nitida immagine dell’immensità degli abissi, dell’imperscrutabilità dei fondali oceanici, delle ataviche bestie che nuotano in anfratti inesplorati. Le rimembranze lovecraftiane si risvegliano percorrendo silenziosi lembi di terra bagnati da onde che portano messaggi remoti, pensando a esseri pre-diluviani che camminavano su queste terre prime dell’avvento dell’Uomo. Nel guardare il mare che cede alla notte diventando un infinito manto oscuro, non c’è nulla di romantico, c’è solo la visione della bestia che dorme in attesa del risveglio.

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