Home > ACCORDI - il brano della settimana > Il mio primo 25 aprile

Oggi è il 25 aprile e sembra uno strano 25 aprile.
Sarà lo strano clima plumbeo di questi giorni ma a me sembra quasi Pasqua.

Brano: “C.I.A. Man” dei The Fugs

Brano: “C.I.A. Man” dei The Fugs

Sarà che è anche il primo 25 aprile senza Licio Gelli su questo pianeta e mi faccio dei viaggi strani io.
Mi sembra la stessa aria da Venerdì Santo di cui mi parlava mia nonna quando tornava carica dura da una di quelle funzioni pasquali di cui ho sempre capito poco il funzionamento.
Non posso fare a meno di pensare che il vecchio Licio, ovunque sia, stia bellamente trollando il primo 25 aprile dopo il suo trasloco.
Sappiamo tutti di che pasta era quello.
Non è neanche un’ipotesi così bislacca.
L’unica cosa da fare allora è un esorcismo.
Un esorcismo che parte comunque da una certezza: almeno ce lo siamo levati dalle palle, quello là.
E in fondo un 25 aprile con questa certezza per me è una bella cosa.
Anzi, in un certo senso, è quasi il primo vero 25 aprile.
Il primo 25 aprile in cui – consapevoli di vivere comunque in una capanna infestata dalle termiti – possiamo almeno gioire per l’assenza del capo dei mostri del boschetto.
Pioggia o non pioggia io mi accontento.
Buon 25 aprile.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

 

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano.

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