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Il Movimento 5 Stelle di Ferrara a proposito del caso Carife (rettifica con integrazione)

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Tempo di lettura: 5 minuti

da: Movimento 5 Stelle Ferrara

Ormai è palese che la pesante vicenda del “salvataggio”delle piccole quattro banche territoriali, tra cui Carife, non è che la punta dell’iceberg di un sistema bancario italiano profondamente infettato e malato, nonostante le ripetute dichiarazioni e rassicurazioni dall’alto , come quelle del ministro Padoan e di Bankitalia , per voce del Vicedirettore Panetta, che solo nell’ottobre di un anno fa lo definivano SOLIDO e il sistema risparmio italiano SOLIDO, ” in grado di finanziare l’ economia con credibilità “.
Succedeva, pur nella piena consapevolezza che la direttiva europea 2014/59/UE sanciva che dal primo gennaio 2016 se la banca va in crisi a pagare saranno direttamente i correntisti e risparmiatori con conti correnti, azioni e obbligazioni. Succedeva nella piena consapevolezza che Carife e le altre tre banche ( ma quante ancora??) erano già fallite e nonostante questo continuavano ad emettere azioni e titoli, comprati da ignari piccoli risparmiatori. Il tutto in totale assenza di informazione trasparente e controllo degli organi di vigilanza o addirittura con l’avallo e le sollecitazioni della stessa Bankitalia che promosse e benedì la ricapitalizzazione del 2011 e nel luglio scorso anche il decoroso e possibile salvataggio con lo strumento del FITD, approvato in assemblea straordinaria e poi misteriosamente evaporato per lasciare il posto al “decreto salva banche”, uscito dal cappello del tandem UE-Governo che ora, pressati dalla disperazione dei cittadini gabbati, si rimpallano le responsabilità.
Assodato che nell’ordine la prima responsabilità del disastro è quella personale e sta in capo ai gruppi dirigenti delle banche , ora indagati e chiamati a risarcire e su cui il M5S di Ferrara si era già espresso nella primavera del 2014 avanzando il dubbio che ” i guai di Carife siano arrivati proprio dalla decantata ferraresità, utilizzata dall’Istituto di credito per trasformare i delicati organi decisionali nel salotto buono delle piccole lobby della città , una sorta di premio per garantire fama, stipendio e trampolino di lancio per carriere in vari settori”. Si parlò di complice silenzio di chi doveva vigilare ed impedire operazioni sospette e della grave colpa di aver coinvolto il piccolo risparmiatore ignaro in investimenti fallimentari, peraltro all’interno di un tessuto economico fragile quale quello ferrarese. Ma per capire il livello delle responsabilità politiche, nel novembre 2014 partì l’interpellanza di un consigliere M5S, nata dalle segnalazioni e dichiarazioni dell’ex vicedirettore Paolo Bonora, che chiedeva conto dell’inerzia del Comune di Ferrara in piena fase di commissariamento sulla mancata informazione alla città della reale situazione della banca e chiedeva, testualmente, ”come il Comune di Ferrara ha agito, sta agendo ed agirà per tutelare i risparmi dei cittadini investitori e perché non attiva un’azione di responsabilità contro i danni causati da questa situazione di mala gestione, che vede solo agli azionisti e risparmiatori pagarne le conseguenze.”
Quello che ne uscì furono soprattutto le scuse del consigliere M5S per un paio di inesattezze in premessa, per nulla sostanziali, mentre la legittima ( oggi possiamo dire profetica) richiesta di una “doverosa operazione di trasparenza sulla vicenda Carife” rimase inevasa , a fronte di una risposta dettagliata del Sindaco volta a declinare ogni tipo di responsabilità della politica locale e a liquidare la denuncia di Bonora con queste parole: “Da ultimo non vi è ragione, né politica, né istituzionale, che debba indurre il Sindaco a replicare necessariamente ad una invettiva contro il “Sistema” da parte dell’ex Vicedirettore che dice peraltro cose vere solo in parte e, come tutti, quando i buoi sono scappati”.
Dopo un anno e alla luce del noto epilogo di questi giorni, i piccoli risparmiatori ferraresi (e non solo) subiscono ,oltre al danno materiale e umano, l’umiliazione delle infelici insinuazioni di un capo di Governo e del suo braccio destro, ex amministratore ferrarese Prof Marattin ,che mettendosi in cattedra avanzano dubbi sulle capacità personali dei risparmiatori o li equiparano a speculatori.
Si eviti , in questa tragica vicenda preludio di un disastro ben più ampio, lo schiaffo delle lezioni postume di alta finanza e così pure quello dell’elemosina definita” aiuti umanitari”, peraltro destinata inevitabilmente a diventare altro terreno di scontro tra chi ne avrà diritto e chi no.
I soldi e i risparmi di una vita, affidati alle banche della propria terra attraverso un rapporto fiduciario tradito, spesso vincolato all’accensione di mutui o prestiti, devono tornare interamente nelle tasche di chi se li è sudati per diritto , non come misura di sostegno alla povertà.
Le posizioni del Movimento 5 stelle sono chiare da tempo e le proposte di tutela del risparmio rubato sono tutte sul tavolo; se ve ne fosse la volontà politica, potrebbero essere ascoltate e adottate in sede di dibattito sulla legge di stabilità.
A Ferrara, a breve, il M5S aprirà uno sportello presso la propria sede consiliare per raccogliere le adesioni alle azioni messe in campo dalle associazioni dei consumatori.
Movimento 5 stelle Ferrara

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