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Il nuovo pletismografo sviluppato da Unife pronto ad andare in orbita per raggiungere l’astronauta Samantha Cristoforetti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Intanto domani al via la prima parte del protocollo del progetto Drain Brain

Il nuovo pletismografo sviluppato dall’Università di Ferrara che servirà all’astronauta Samantha Cristoforetti per eseguire il protocollo sperimentale del progetto Drain Brain, è pronto per essere spedito sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Dopo l’inevitabile delusione a causa dell’esplosione del razzo Antares avvenuta lo scorso 28 ottobre, un secondo pletismografo è stato realizzato ed è pronto per essere inviato sulla ISS.

Come ci spiega Angelo Taibi, project manager del progetto e ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife…“La qualifica del secondo pletismografo secondo le specifiche NASA, ha rappresentato una vera e propria corsa contro il tempo. Per non pregiudicare l’esecuzione dell’esperimento in orbita da parte del capitano Cristoforetti, l’ASI e la NASA ci hanno dato l’opportunità di spedire il nuovo dispositivo elettronico con il prossimo razzo della società americana SpaceX, il Falcon 9, che verrà lanciato dal Kennedy Space Center in Florida il prossimo 16 Dicembre”. (http://www.nasaspaceflight.com/2014/11/crs-5-dragon-mission-iss-evaluating-december-target/).

“Inoltre – prosegue Taibi – ci tengo a ricordare che il pletismografo è stato interamente sviluppato all’interno del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra in collaborazione con la sezione di Ferrara dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN. Sia la progettazione che la realizzazione di tale strumento diagnostico hanno rappresentato un’eccellenza in termini di affidabilità e sicurezza e voglio ringraziare tutte le persone che con grande passione e competenza hanno collaborato a questo progetto così ambizioso.”

Il pletismografo è un sofisticato strumento portatile e non invasivo che misura variazioni di capacità elettrica associata a variazioni di volume del sangue, tramite sensori che possono essere applicati a qualunque segmento cilindrico del corpo.

Roberto Calabrese, Direttore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, aggiunge…“Il nostro Dipartimento ha una lunga tradizione ed è conosciuto internazionalmente non solo per le ricerche di base, ma anche per la fisica applicata. Questa ricerca, in particolare, avrà un impatto sociale molto forte per gli studi del Prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro di Malattie Vascolari di Unife, sul ritorno venoso e la fisiologia della circolazione cerebrale.”

In attesa della consegna del nuovo pletismografo e del primo test per misurare il ritorno venoso cerebrale in condizioni di microgravità, domani, venerdì 28 novembre, ci sarà il primo contatto con la nostra astronauta. Infatti, presso la sede della Kayser Italia, azienda partner di Unife nella realizzazione del progetto Drain Brain, il responsabile del progetto, Paolo Zamboni, guiderà da remoto Samantha Cristoforetti che dovrà effettuare da sola un esame ecografico del collo, utilizzando uno scanner ad ultrasuoni già in dotazione sulla ISS.

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