6 Aprile 2020

IL PANE DI TUTTI
Questo piccolo giornale e le inutili polemiche

Francesco Monini

Tempo di lettura: 8 minuti

Ecco come siamo. Come dentro una grande tempesta. Come Re Lear, camminiamo dentro una nuvola di tormenta che ci impedisce di vedere anche un breve orizzonte. Non sappiamo cosa ci troveremo davanti, cosa sarà di noi, come sarà il mondo di domani, cosa rimarrà della vita – amata e odiata – che abbiamo attraversato fino ad oggi. Nessun politico, nessun scienziato, nessun profeta è in grado di dircelo.
Prima di Covid, nell’era dell’ Anthropocene, camminavamo senza pensare, continuavamo a mettere un giorno sopra all’altro, un anno dietro all’altro. Venivamo al mondo, qualcuno ci insegnava a parlare e a camminare, qualcuno ci dava il latte, poi la pappa, infine piatto, posate e tovagliolo. A scuola imparavamo a leggere, scrivere e a far di conto. Poi il lavoro, la famiglia, gli amici e tutto il resto: tutto il bello e il brutto che accade nella vita di ognuno. Ma tutto questo senza il bisogno di pensare, perché il mondo ‘andava avanti da solo’; c’era qualcuno che decideva e provvedeva per noi: la politica, il mercato, la finanza. In ogni caso, non c’era bisogno di noi, dei nostri pensieri, delle nostre domande, delle nostre idee o dei nostri sogni. Non era ben chiaro chi comandava, chi ‘mandava avanti tutta la baracca’. Avevamo idee diverse in proposito: a destra e a sinistra. Ma non c’era da preoccuparsi più di tanto: tutti sapevamo che dopo oggi, ci sarebbe stato domani, e un dopodomani, una prossima settimana, un anno venturo. 

Quando sei nella tempesta ti vengono i pensieri. A me, non credo di essere il solo, viene il pensiero di me bambino. Così mi vedo in una lontana domenica mattina, seduto al tavolo di cucina (la mia testa spunta appena dal piano del tavolo), i miei fratelli seduti accanto a me, mia mamma in piedi a prepararci la prima colazione. Vedo benissimo, sento le voci, l’odore del latte caldo, i bisticci coi miei fratelli per il ‘diritto di precedenza’.
Faccio una parentesi colta: chi ha meglio di tutti ha raccontato questa cosa, questo totale e improvviso precipitare nel nostro passato, chi ci ha spiegato per filo e per segno questa epifania, è stato lo scrittore Marcel Proust. Ma tutte le donne e gli uomini del mondo, indistintamente, hanno fatto questa esperienza. E questo giornale – quello che è oggi e quello che diverrà nei prossimi mesi – vuole parlare sia ai lettori di Proust sia a quelli che Proust non l’hanno mai sentito nominare. Chiusa la parentesi.
Dunque è domenica mattina e c’è il burro (gli altri giorni solo il pane, niente burro), mia madre ha vicino a sé un grosso sacchetto di carta con dentro tutti i vecchi crostini di pane avanzati nella settimana, uno alla volta prende in mano un crostino, con il coltello gli mette in punta una piccola porzione di burro, taglia, il pezzo di pane imburrato cade sul tavolo. Ripete l’operazione, velocissima, perché siamo in quattro a contenderci i pezzi di crostino imburrati. Da lì, dal pane – anzi, dal pane con il burronasce la contesa sul diritto di precedenza.

Ora sono tornato: lunedì 6 marzo 2020. Il diritto di precedenza oggi si chiama Ordine di Priorità. L’Italia, al numero 7 nella classifica dei Paesi più industrializzati, si accorge improvvisamente di avere una emergenza alimentare. E scopre i suoi poveri, quelli che anche prima facevano fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, ‘quelli dell’Istat’, quelli che la politica aveva ben altro a cui pensare, quelli che quel ‘comunista’ di Papa Francesco ci ricorda tutti i santi i giorni (non solo a Pasqua), ma che per la maggioranza di noi sono solo un numero, una entità astratta. I poveri, gli affamati, erano chissà dove (in Africa probabilmente), comunque fuori dal nostro campo visivo, fuori dai nostri pensieri, fuori dal piccolo recinto della nostra vita.
Allora il Governo apre il portafoglio e decide “misure urgenti di solidarietà alimentare (buoni spesa)” per soddisfare le gravi necessità dei nuclei familiari in difficoltà. Da Roma arrivano un po’ di soldi in tutti i Comuni d’Italia, per ‘dar da mangiare agli affamati’. Non c’entra necessariamente il vangelo e la carità cristiana, è una misura elementare di umanità e di civiltà. Da quel momento – a Ferrara, a Parma e altrove –  scoppia la protesta e la polemica. Su che cosa? Su un punto fondamentale. A chi dare e a chi non dare il buono spesa? Chi ne ha diritto e chi non ne ha (o non ne avrebbe) il diritto? E chi ne ha diritto per primo e chi deve invece mettersi in coda per vedere se, alla fine, c’è rimasto qualcosa nel fondo della pentola?

Spero non vi sfugga l’enormità e la novità di questi interrogativi. Vi era mai capitato prima di vedere e sentire una cosa del genere, qui, nella nostra Italia ‘grassa e bottegaia’? Sono la perfetta dimostrazione che siamo già arrivati dentro ‘un’altro mondo’. Un mondo strano e terribile, dove a un medico può capitare di dover decidere chi intubare per primo, o dove a un sindaco non viene chiesto di inaugurare una mostra con la fascia tricolore, ma di distribuire buoni spesa, è un mondo che si è già lasciato alle spalle, a mille anni luce, il mondo che fino a ieri ci era familiare.
Davanti a tutto questo –  e al tanto altro che ci aspetta nelle prossime settimane, mesi e anni – confesso di non sopportare quelli che continuano a pensare ‘come prima‘, che parlano e si comportano ‘come se non fosse successo niente’. Pare impossibile ma è così. Accendete la televisione, guardate i giornali, navigate sui social e vedrete tanti politici e altrettanti giornalisti che ragionano con la vecchia logica di bottega. Sotto il grande velo buonista, si coltivano i soliti interessi elettorali, si mandano avvertimenti incrociati, si preparano rivincite, si affilano coltelli, si ricerca la gloria effimera dello scoop.
Politica e Informazione stanno dando una pessima prova di sé, e se la classe politica e i media (vecchi e nuovi) accendono fuochi invece di spegnerli, alimentano il contagio dell’odio e della paura invece di usare serietà e consapevolezza, il rischio è che tutto il Paese, tutti noi, seguiamo questo pessimo esempio.Un rischio reale, tanti commenti truci, tanti scambi di insulti che leggo sui social ne sono la prova.
Nel mio precedente editoriale [Qui] mi occupavo delle decisioni di un Sindaco, lo attaccavo, gli chiedevo di tornare sui suoi passi, arrivavo a proporgli delle onorevoli dimissioni, per aver agito contro il dettato costituzionale e, peggio, contro i più naturali sentimenti di umanità. Non ho cambiato idea ma, leggendo il mare dei commenti, sul giornale e soprattutto sui social media, mi sono accorto che  non mi sono spiegato bene, o non bene abbastanza. L’oggetto dell’articolo non era un sindaco, ma il pane (e la fame). Per questo motivo avevo scelto di mettere il pane in copertina, Anche ora parlo di pane, è questo l’argomento principale: qui a casa, avrei voluto fare una foto: una tazza di latte e un crostino, propaggine estrema e prelibata  della coppia ferrarese.

Il sindaco di Parma Pizzarotti ha chiesto scusa e ha cambiato il modulo per l’assegnazione dei buoni spesa. I poveri che abitano a Parma avranno tutti il medesimo diritto. Anche se uno si dichiara fascista xenofobo? Sì, anche fosse un nazista. Perché il pane non si può negare a nessuno. Invece il sindaco di Ferrara Fabbri continua a difendere il suo Ordine di Priorità e a sostenere la discriminazione verso gli extracomunitari e le persone non in regola con il permesso di soggiorno. Ho scritto, e qui lo ripeto, che mi è parso un atto di incoscienza politica e di pochezza morale. La fame mia vale come la fame tua. Non sopporta classifiche. Occorre spendere altre parole?

Questo piccolo giornale – lo vedrete cambiare nelle prossime settimane e a giugno indossare un vestito nuovo – non ha la pretesa di ‘fare politica’. Non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello. Certo, ‘tutto è politica’, ma non siamo né un partito né una roba del genere; tanto meno pensiamo di metterci a capo di qualcuno o di qualcosa. Non è questo il compito di un giornale. Ferraraitalia (io e i tanti che vi scrivono) vuole solo avere la libertà di dire quel che pensa, esercitare il diritto di critica: lo abbiamo fatto con la Giunta Tagliani, lo facciamo oggi, cambiato il colore, con la Giunta Fabbri,. Abbiamo però un’altra ambizione, vogliamo fare una cosa di ancora più importante: dentro questa tormenta che sta spazzando via il nostro quotidiano e tutto il mondo conosciuto, vogliamo continuare a pensare, e invitare al pensiero tutti i nostri lettori.
Fra tutti gli hashtag che rimbalzano nella Rete come palline impazzite, ne abbiamo scelto uno. Anzi, l’abbiamo inventato di sana pianta. Se vi interessa una dichiarazione d’intenti, se volete conoscere la mission di questo giornale, se a tutti i costi volete attribuirci una posizione politica, eccola riassunta in questa lunghissima parola: #andràtuttobenesenontorneràtuttocomeprima.

 



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “ferraraitalia”, ora “periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.
Francesco Monini

Ti potrebbe interessare:

  • interno autobus semivuoto

    Diario di un agosto popolare
    9. LA METRO, IL BUS E LO SCOOTER

  • Maternità parallele in un dramma collettivo:
    Almodóvar colpisce ancora

  • TERRA & ACQUA DA SCOPRIRE.
    La  Ciclabile Burana

  • Il treno di Margherita
    …un racconto

  • fiume bambini pesca alberi

    Agosto 1959 – Gli zufoli di Sambuco

  • La lingua corrotta della campagna elettorale

  • I SIMBOLI ELETTORALI SONO 101
    ma milioni di italiani restano senza rappresentanza

  • Per certi versi /
    La pineta di Volano

  • L’Angelo della conoscenza

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi