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Il petrolio nei nuovi scenari dell’energia

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Da: Organizzatori
L’81% della domanda di energia nel mondo è attualmente coperta dai combustibili fossili, e quella energetica è una richiesta destinata ad aumentare soprattutto nei Paesi in via di sviluppo – con India e Cina a tirare la corsa –, anche perché nel 2040 gli abitanti del pianeta saranno oltre 9 miliardi. Il petrolio a quella data sarà ancora prima fonte con una quota di circa il 28%, impiegato prevalentemente nel settore dei trasporti di merci e persone, con un forte sviluppo dei biocarburanti, nonché nell’industria petrolchimica che provvede a moltissimi dei prodotti che usiamo quotidianamente.
L’impiego delle energie rinnovabili, in aumento e necessariamente da incoraggiare, sarà soprattutto nella produzione di energia elettrica e non potrà tuttavia realisticamente soddisfare tutto il fabbisogno energetico del pianeta: è quindi necessario mettere in campo azioni di ricerca e innovazione tecnologica per fare in modo che tutte le fonti di energia a nostra disposizione possano essere impiegate in modo sempre più sostenibile ambientalmente.
Lo sanno bene in Unione Petrolifera, l’Associazione delle aziende che operano in Italia nel campo della raffinazione, della logistica e della distribuzione di combustibili liquidi: la vera sostenibilità ambientale non potrà ottenersi che dalla riduzione delle emissioni di CO2 in tutte le fasi del processo di lavorazione e dal miglioramento della qualità dei prodotti finiti. Una sfida impegnativa che l’industria petrolifera ha raccolto con l’obiettivo di arrivare, nell’arco dei prossimi due decenni, attraverso severi programmi di investimento in ricerca e innovazione tecnologica, ad un taglio dell’80-90% delle emissioni di gas serra nell’intero ciclo di vita dei trasporti su strada. Impegno incoraggiato dalla crescente sensibilità, sui temi ambientali, delle amministrazioni locali e del governo nazionale, ma anche dalla Comunità europea che, in base agli accordi di Parigi, chiede per il 2030 ai singoli Paesi un taglio delle emissioni di CO2 del 30% rispetto al 2005. Obiettivi che peraltro sono parte essenziale del “Piano integrato nazionale energia e clima” (PNIEC), posto in consultazione pubblica la scorsa settimana. Il conseguimento di una mobilità sostenibile sul piano ambientale non può però prescindere anche dalla sostenibilità economica e sociale, nel senso che deve essere equa, inclusiva ed accessibile a tutti.
Per rendere possibile tutto ciò, è necessario un approccio multisettoriale ed interdisciplinare che tenga in considerazione tutte le opzioni a disposizione, in base al reale contributo innovativo che potranno dare e al grado di maturità tecnologica che sapranno esprimere.
Questi temi di stringente attualità saranno affrontati mercoledì 27 marzo dalle ore 11,05 alle ore 13,00, presso l’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Einaudi (Aula magna di via Savonarola n. 32), da Marco D’Aloisi e Franco Del Manso, dell’Unione Petrolifera, che incontreranno gli studenti nell’ambito delle conferenze di ApertaMente. Conoscitori esperti del settore e studiosi degli scenari energetici, D’Aloisi e Del Manso non mancheranno di soddisfare tutte le domande degli allievi.
Marco D’Aloisi, laureato in Economia e Commercio, giornalista, dopo gli studi ha maturato diverse esperienze editoriali, tra cui presso il CIDI (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti) e il “Centro di iniziativa giuridica P. Calamandrei”, e nel 1995 è entrato nella redazione della Staffetta Quotidiana, rivista specializzata sui temi dell’energia, seguendo in particolare i mercati energetici internazionali, segnatamente quelli petroliferi. Dal 2000 al 2005, ha collaborato con “L’Espresso” scrivendo articoli su tematiche energetiche e ambientali, per poi arrivare all’Unione Petrolifera come Responsabile delle Relazioni esterne, carica che ricopre tuttora.
Franco Del Manso, laureato in Ingegneria Meccanica, è responsabile del dipartimento Rapporti internazionali Ambientali e tecnici dell’Unione Petrolifera, e segue tutti gli aspetti ambientali, tecnici e legislativi nazionali ed internazionali del downstream petrolifero italiano. È entrato in Unione Petrolifera nel 1992 dopo aver lavorato come esperto di prodotti petroliferi nella Direzione Ricerche e Sviluppo Tecnologico dell’Agip Petroli – Società del Gruppo ENI. In precedenza aveva svolto attività di ricerca nella ASSORENI – Società di Ricerca del Gruppo ENI nel campo della combustione dei combustibili solidi e liquidi ed in altre tematiche ambientali.

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