17 Maggio 2015

IL PROGETTO
Partecipare alla soluzione dei bisogni comunitari: ecco “l’Albo dei cittadini” volonterosi

Chiara Ricchiuti

Tempo di lettura: 4 minuti

volontariato

Suggerimenti, necessità, ostacoli. Con le giornate di venerdì 15 e sabato 16 si è concluso il ciclo di incontri dedicato al dibattito e alle proposte del percorso partecipativo “Ferrara Mia, insieme per la cura della città”, incentrato sulla collaborazione tra Comune e cittadini nell’attuare progetti di cittadinanza attiva.
Nel corso delle iniziative, molto seguite dai cittadini, i vari gruppi di dibattito hanno portato alla luce proposte, idee ma anche difficoltà di attuazione e problemi legati alla burocrazia. Per comprendere quali sono i progetti di cittadinanza attiva delle altre città e rapportarsi con realtà diverse, nel pomeriggio di venerdì 15 sono stati invitati a parlare delle loro realtà l’architetto Federica Ravazzi, che si è occupata della riqualificazione delle periferie, l’assessore del Comune di Bologna Luca Rizzo Nervo, gli assessori Enrico Capirone e Giovanna Codato del Comune di Ivrea, Laura Sinagra Brisca del Comune di Chieri, Paolo Tamagnini da Reggio Emilia e il sindaco di Massarosa, Franco Mugai. Proprio quest’ultimo ha spiegato come, dopo il decreto Sblocca Italia, sia stato possibile creare un Albo dei cittadini disposti a rendersi attivi a partecipare ad alcune attività previste, come la manutenzione di strade e parchi. I cittadini che aderiscono a questi progetti ricevono il sostegno da parte del Comune e la riduzione della Tari del 50%. Molto apprezzato anche il progetto dell’architetto Ravazzi che, facendo parte del gruppo di lavoro G124 (gruppo del senatore Renzo Piano sulle periferie e la città che sarà), ha raccontato la sua esperienza di riqualificazione di una zona della periferia romana, mostrando il video del progetto “Sotto il viadotto”.

Tutte le esperienze sono unite da un filo che collega le varie realtà, l’amore per la propria città e il volersi riappropriare degli spazi pubblici abbandonati a loro stessi, perché possano rivivere ed essere utilizzati al meglio dalla comunità. Ma c’è anche un aspetto negativo presente in ogni città: la burocrazia, lenta e piena di cavilli, e la comunicazione con il Comune. C’è chi propone cambiamenti a livello nazionale e, forse, utopici, come il cambiamento delle regole edilizie per poter rimuovere dell’amianto e mantenere la sostenibilità edilizia. Altri invece pensano ad una modifica degli uffici organizzativi, ipotizzando un solo referente a zona, per poter creare un patto di cittadinanza attiva senza dover confrontarsi e discutere con troppi rappresentanti comunali.
Le proposte sono tante, e si sviluppano nella mattinata di sabato 16: c’è chi chiede un ingresso facilitato per l’associazione Nuova Terraviva, bloccata da una zona a traffico limitato e chi, come il centro sociale la Resistenza, vorrebbe la messa in sicurezza della struttura dopo il terremoto, poiché le associazioni culturali non sono in grado di finanziare da sole questi lavori.
Ci si divide in gruppi, per capire cosa è realmente possibile realizzare e quali sono le difficoltà legate alla macchina organizzativa e burocratica. E sorgono i dubbi. Per esempio: è possibile immaginare un coinvolgimento attivo e partecipate del cittadino se il progetto non è ristretto a un parco o a un area fisica, definita e contingentata, ma si amplia – come quello proposto Patrizia Moretti – al terreno esteso della tutela sociale e per questo prefigura un carattere di organicità e continuità? Tanti punti su cui confrontarsi, scade il tempo e i tavoli cambiano, nuovi volti e nuove proposte che, raccolte al termine degli incontri, saranno analizzate e studiate dal Comune, per creare strumenti adatti alla collaborazione dei cittadini con i tecnici comunali, per rendere Ferrara sempre più nostra.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Chiara Ricchiuti

Chiara Ricchiuti

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