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Otto marzo, non una festa ma un momento di riflessione sui diritti delle donne

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Tempo di lettura: 4 minuti

da: Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara

E’ difficile per un uomo, per un Sindaco, esprimersi sul significato dell’8 marzo, tra il rischio di cadere nella retorica e quello di apparire troppo istituzionale o, peggio, superficiale. Ma è doveroso correre il rischio, è doveroso fermarsi e ragionare, oggi, sul senso autentico di una giornata che deve ricondurci ai motivi veri, e lontani, per cui venne istituita. Che deve richiamare l’attenzione sui temi che riguardano la donna, facendo in modo che diventino centrali nella nostra agenda politica, locale e nazionale, andando oltre l’8 marzo. Tanto per cominciare, non chiamiamola Festa della Donna, perché tale non è. E’ una celebrazione internazionale che ricorda le lotte delle donne, fin da inizio ‘900, in America come in Europa, per difendere i loro diritti, di lavoratrici e di donne.

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Il sindaco Tiziano Tagliani

In una società che cambia tanto velocemente, il compito delle istituzioni è anche educativo e ci impone di saperci rivolgere a più livelli di interlocutrici. E di interlocutori. Alle donne adulte che hanno combattuto per il diritto al lavoro, alla salute, alla propria libertà individuale, e conoscono bene, fin nelle viscere, il significato vero dell’8 marzo. Alle generazioni intermedie, delle quarantenni, che hanno avuto certamente più strumenti delle madri per vedere riconosciuto il proprio ruolo nella società e lo rivendicano. Alle giovani donne, che certi diritti li danno per acquisiti, scontati, e forse nemmeno conoscono o forse addirittura si chiedono il senso di una giornata internazionale che li celebra, tutti assieme.
E parlo del diritto al lavoro, divenuto una chimera in un mercato in cui le donne, pur a fronte di grandi responsabilità e carichi, continuano ad essere più precarie e meno pagate. Del diritto alla maternità, che la crisi allontana, costringendo le ragazze a scegliere tra i figli e il lavoro. Del diritto alla libertà, compresa quella di lasciare il proprio compagno senza pagare con la vita questa scelta.
I drammatici epiloghi che la cronaca ci consegna ogni giorno, gli episodi quotidiani di sopraffazione, non sono ‘problemi’ delle donne. La violenza è un problema della società ed è un problema con cui la comunità ferrarese si sta confrontando sempre più spesso. E’ con la volontà di non sottrarsi, è con questa coscienza che il Comune di Ferrara ha recentemente deciso di costituirsi parte civile a fianco della giovane ragazza rumena vittima di stupro. Il Comune le assicurerà assistenza legale, come è giusto che sia. Perché una donna che subisce violenza nella nostra città è prima di tutto una persona che subisce violenza all’interno della comunità in cui vive, e la sua sicurezza va tutelata.

Non è banale affermare che per evitare il rischio della disgregazione sociale che incombe, dobbiamo metterci tutti insieme, uomini e donne, a ricomporre e ricostruire i tasselli della nostra comunità. Ma non deve essere un dovere, un’imposizione, una fatica. Deve essere un orgoglio e prima ancora una responsabilità.
Il Comune di Ferrara continuerà a valorizzare il ruolo che le associazioni femminili hanno sempre avuto sul nostro territorio; la loro esperienza, il loro impegno verso la divulgazione dei diritti di genere e di una cultura dell’inclusione, si rivela fondamentale e ci permette di proseguire su questa strada, non di cominciare daccapo.
L’inaugurazione, nelle prossime settimane, de “La casa delle donne”, in cui si stanno ultimando interventi di ristrutturazione, è testimonianza concreta di questa continuità.

Una bellissima poesia di Wislawa Szymborska, Ritratto di donna, tratteggia la delicatezza e la forza che le donne esprimono.

Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.

Non è facile, non è impossibile, è sicuramente difficile, ma ne vale certamente la pena. Facendo mie queste parole, auguro un 8 marzo di riflessione a tutte le cittadine e ai cittadini di Ferrara.

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