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Il temperamento ferrarese protagonista dell’ELBA BOOK Festival

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ELBABOOK, l’unico festival isolano dedicato all’editoria indipendente, si prepara per la quarta edizione. Da martedì 17 a venerdì 20 luglio, nel Comune di Rio, l’impegno culturale della manifestazione rinnoverà il patto di amicizia che il Comune di Ferrara e quello di Rio hanno stretto due anni fa. Elba Book ospiterà circa 30 case editrici, organizzando tavole rotonde, dibattiti e momenti di confronto su temi di resilienza culturale e resistenza intellettuale, grazie all’impegno dei curatori ferraresi che ogni estate si trasferiscono sull’isola.
Nel corso della quattro giorni si susseguiranno in tutto il centro storico del borgo elbano laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto.

Elba Book Festival 2018

Dal 17 al 20 luglio il temperamento dei ferraresi torna sull’Isola nel Tirreno per sostenere il pensiero indipendente e ripartire dalle nostre periferie

La quarta edizione di Elba Book, l’unico festival isolano rivolto all’editoria indipendente, porta con sé alcuni tratti del temperamento ferrarese. Non a caso, è stata proprio la manifestazione sull’isola nel Tirreno ad avviare il patto di amicizia tra il nostro Comune e quello di Rio lo scorso 2016. Patto che sarà rinnovato da martedì 17 a venerdì 20 luglio nel centro storico del borgo elbano: la radice è il logo sviluppato da Marco Barretta e Liberamente Design per il 2018, ossia il radicamento al territorio di appartenenza, il ritorno alla tradizione senza chiudere i porti o negare uno scambio paritario tra individui. Cultura significa condivisione e reciprocità, includendo l’altro da sé e cercando di comprenderne le radici più lontane.

«È necessario ripartire da un pensiero selvatico, al contempo poetico, per ritrovare il senso degli spazi che abitiamo e che rischiamo di dare per scontati. Ferrara e Rio nell’Elba, come tante altre periferie italiane, cominciano già a mostrarne la sofferenza. Affidarsi ai luoghi per allentare il controllo che la nostra società sta esercitando eccessivamente – esordisce il direttore artistico Marco Belli – non significa fare una parte, o mettersi a ogni costo sullo scranno di chi si crede un intellettuale. A questo proposito consiglio il libro di Matteo Meschiari, Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica (Armillaria), un testo politico di vera e propria resistenza ecologica». Elba Book condensa esperienze e nuovi punti di vista, offrendo un’occasione di confronto direttamente in piazza insieme a qualche consiglio di lettura. D’altronde, riuscire a perdersi significa ribaltare il concetto di frontiera, trasformare un limite geografico e ideologico in un motivo di forza. «Lo raccontano con efficacia Giorgio Vasta e Ramak Fazel in Absolutely nothing (Quodlibet) – aggiunge Belli – Il viaggio non deve essere esclusivamente alla ricerca dell’ignoto, ma è necessario praticare gli spazi che non notiamo più, che ci sfuggono come la nostra provincia. Casapercasa di Sandro Abruzzese, edito da Rubettino, trasmette una tenerezza sconfinata per Ferrara, senza tralasciare lo sguardo responsabile con cui l’autore continua ad approcciarsi alla città».

Le parole possono coprire qualsiasi distanza: il Premio dedicato a Lorenzo Claris Appiani, ideato dai docenti ferraresi Roberta Bergamaschi e Giorgio Rizzoni con la supervisione scientifica dell’Università per Stranieri di Siena, quest’anno si è focalizzato sulla migliore tradizione letteraria dal cinese all’italiano. Prima sulla Terrazza del Barcocaio, il salotto buono di tutta l’Elba, poi all’Ibs+Libraccio durante il prossimo Festival di Internazionale, saranno presentati i due titoli che hanno vinto il concorso letterario: Il podestà Liu e altri racconti di Yan Lianke (Atmosphere), tradotto da Marco Funari, e Lanterna e il distretto dei ciliegi di Jia Pingwa (Elliot), tradotto da Barbara Leonesi e Caterina Viglione.

Programma:Programma_ElbaBook2018

Da: Elbabook Press

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