Io non sono una persona invidiosa, non lo sono mai stata, non è nella mia natura. Ma come per tutte le regole, vi è l’eccezione a confermarla.
Per diversi motivi nella mia vita non ho potuto godere del rapporto con i nonni, alcuni non li ho nemmeno conosciuti, ed è proprio questo che affettuosamente invidio a chi ha avuto un destino diverso dal mio.
Figure fondamentali, che rappresentano le origini della propria famiglia, le radici profonde del proprio essere. Un vuoto incolmabile la loro assenza, che spesso mi porta a riflettere su cosa nella mia vita sarebbe andato diversamente se avessi avuto anche loro come guida, fonte inesauribile di saggezza e comprensione. Amano come genitori, giocano come bambini e ascoltano come amici.
Lo so, non potrei dirlo perché mi manca l’esperienza diretta, ma io ne sono convinta: se tutte le persone sono uniche, i nonni lo sono un po’ di più.

“Credo che Dio il settimo giorno non si sia riposato, ma abbia fatto i nonni. Accorgendosi che si trattava della più geniale delle sue creazioni, si sia preso una giornata libera per trascorrerla con loro.”
Fausto Brizzi

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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