27 Dicembre 2021

IL VIAGGIO DI VALENTINA (8)
Emirati Arabi e Oman

Liliana Cerqueni

Tempo di lettura: 7 minuti

Oman 3

 

27Ferraraitalia continua ad accompagnare Valentina Brunet nel suo lunghissimo e avventuroso viaggio in solitaria, in sella alla sua bicicletta. Meta di questa puntata: Emirati arabi e Oman.

Cosa è successo dopo aver viaggiato su quel traghetto dalle mille sorprese (anche imbarazzanti…) che ti portava verso gli Emirati arabi a Dubai?

Ho ritirato la mia bici e il bagaglio non senza attimi di suspance, quando non si trovava la borsa degli attrezzi. Ho cominciato a pedalare, era sera e c’erano poche persone in giro, stupite di vedermi. Sono arrivata nel centro di Dubai [Qui], palazzi altissimi, una luminaria sgargiante, presenza di una folla multietnica proveniente da ogni dove, macchine lussuose.

Quali incontri hai fatto?

Ho avuto la fortuna di fare incontri speciali. Prima di tutto Mohsin, un indiano che avevo già conosciuto in ostello a Samarcanda, il quale mi ha ospitata per qualche giorno, in attesa di partire per l’Oman, dove avrei ritirato il visto di rientro in Iran con meno procedure e complicazioni. Ho poi incontrato Giorgio, un mio compaesano, che oltre ad ospitarmi ha risolto abilmente il problema della mia carta di credito scaduta. Filippo, altro compaesano, incontro prezioso e provvidenziale, è stato uno dei miei “no problem man”, pronti a risolvermi la vita. Mi ha ospitata e lasciata cucinare ai fornelli, cosa che amo. Mi sono riposata, ho riordinato le mie cose e le mie foto. Poi ho conosciuto Fayez tramite un’amica viaggiatrice, elegantissimo nel suo abaya e la kūfyya, la tipica tunica e il copricapo arabo. Elegante anche nei modi.

Fayez ti avrà sicuramente fatto conoscere luoghi, tradizioni e aspetti della cultura araba.

Certamente. Mi ha portata con il suo macchinone tra le dune ad ammirare il tramonto. Spettacolare. Mi ha presentato lo sceicco Awad nella sua residenza invernale e questo incontro ha sfatato un po’ dei miei tabù nei confronti di queste figure, che potevano mettere in soggezione: ho scoperto una persona disponibile con la quale ho potuto conversare seduta tra le dune, raccontare la mia avventura dal Vietnam, molto ospitale e aperto. Anche lo sceicco è un viaggiatore, organizzatore del Travellers Festival di Dubai e Milano, e mi ha raccontato il suo giro del mondo con una carovana 4×4. In un attimo ho abbattuto l’imbarazzo iniziale provato quando Fayez mi spiegava che uno sceicco ha legami sanguinei con la casata reale. Sono seguiti altre cene attorno ai falò e incontri con gli amici del mio ospitante. L’incontro con questa nuova cultura e questo nuovo Paese ha il suo fascino ma a Dubai ho pensato che fosse troppo lussuoso e artificiale. Ho sentito malinconia pensando alle montagne del Tagikistan e la bellezza della solitudine di tutte le mie traversate.

Qualche altro episodio che lega i tuoi ricordi agli Emirati?

Lo sceicco era un turbinio di proposte e iniziative. Abbiamo visitato un enorme bazaar aperto con stands da tutto il mondo di specialità gastronomiche e artigianali. Abbiamo partecipato a un festival delle arti tradizionali, in cui i padri insegnavano ai figli a viaggiare a dorso del cammello, uccidere, scuoiare, macellare e cucinare le capre. Ho assistito a una gara internazionale di parapendio con i lanci da un’altissima duna di sabbia, invitata dallo stesso organizzatore dell’evento. Non mi sono fatta mancare nemmeno un volo in tandem e una grande emozione. Il giorno dopo, io e Fayez siamo ripartiti per l’Oman.

Parlaci del tuo arrivo in Oman, un Paese del quale si parla poco.

Il nostro arrivo là era segnato dal meteo, con un vento contrario costante molto forte che prosciuga le energie e dalle prime discrepanze col mio compagno di viaggio, con i nostri ritmi di pedalata molto diversi, le abitudini e i punti di vista contrastanti. Ci siamo separati a malincuore. Da là in poi ho vissuto i due volti contrastanti dell’Oman [Qui], un Paese radicale, pieno di contraddizioni, la cui cultura è rimasta ancorata saldamente e rigidamente a tutti gli aspetti della tradizione arcaica. Una terra ostile, con temperature troppo calde e umide, caratterizzato dalla presenza di wadis, valli naturali con qualche oasi verde spettacolare. Mascate è una delle capitali più particolari che abbia mai visto: strade sopraelevate con molte corsie di scorrimento accanto a stradine sterrate, a antichi bazar, quartieri sparpagliati sui rilievi. Strade percorse da gasdotti, up and down sulle dune e il color ocra desertico che contrasta con il blu del mare. L’Oman è un Pese ricco, con un tasso di criminalità molto basso e una valuta forte. Esiste un gap enorme tra ricchi e poveri: palazzi lussuosi e stuoli di servitori per gli uni, casette umili o dimesse con una decina di persone per stanza, per gli altri.

In un Paese così tradizionalista e chiuso, com’è stato il tuo rapporto con la gente, in particolare gli uomini?

Ho avuto problemi negli incontri maschili perché la donna è vista come sottomessa, sottoposta a ruoli rigidi in casa, nella quale domina l’uomo. Ho incontrato diversi uomini che mi hanno approcciata chiedendomi di condividere la notte insieme, con l’approvazione della moglie; uno ha chiesto incuriosito quanto costasse una moglie in Italia. Ho notato che questa tendenza – dettata sicuramente dalla loro cultura – è indifferenziata rispetto il ceto sociale di appartenenza. Un incontro curioso è stato quello con due giovani che mi avvicinano. Credevo di aver capito che desideravano un selfie con me, ma in realtà si sono fotografati loro, perché alle donne è proibito farsi ritrarre in foto. In Oman devo essere passata per sovversiva, in bici, scarmigliata, sola ad affrontare l’ignoto, di fronte alle loro bellissime donne obbedienti, eleganti nelle stoffe sgargianti, sorridenti. Ho conosciuto donne molto accoglienti, protettive, materne, pronte a sfamarti, darti riparo e ristoro accoccolate per terra su quei meravigliosi tappeti. Conservo il ricordo di quella sciarpina arancione regalatami, delle pappette di orzo e pollo, piatto nazionale, le sfoglie di pane cotto alla brace, i datteri.

Come si conclude la tua visita in Oman?

Sono rimasta molto delusa sotto l’aspetto della sicurezza e quello che si vanta uno dei posti più sicuri al mondo, purtroppo non lo è per una donna sola. Finisce in modo strano com’era cominciata. Per riattraversare il confine e rientrare negli Emirati ho dovuto fare un po’ di giri: da una parte non mi facevano uscire, perché riservata solo agli omaniti, dall’altra vietata l’uscita perché non possedevo la documentazione che avrei dovuto ritirare alla prima dogana. Un po’ di misunderstanding, risolti felicemente in presenza di un funzionario comprensivo. Negli Emirati mi attendeva il mio amico Filippo, prima di ripartire nuovamente alla volta dell’Iran perché avrei dovuto necessariamente ripercorrere un tratto di quel Paese per raggiungere i Balcani, dal momento che l’Arabia Sudita ha ancora i confini chiusi ai non musulmani. Il tempo di organizzarmi ed ero nuovamente imbarcata per l’Iran: ironia della sorte, stesso comandante dell’arrivo, stesso sguardo marpione e stesso invito nella cabina di comando, rifiutato naturalmente con sdegno.

Ferraraitalia pubblicherà prossimamente le interviste a Valentina Brunet, rilasciate durante l’intero percorso.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Liliana Cerqueni

Autrice, giornalista pubblicista, laureata in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano. E’ nata nel cuore delle Dolomiti, a Primiero San Martino di Castrozza (Trento), dove vive e dove ha insegnato tedesco e inglese. Ha una figlia, Daniela, il suo “tutto”. Ha pubblicato “Storie di vita e di carcere” (2014) e “Istantanee di fuga” (2015) con Sensibili alle Foglie e collabora con diverse testate. Appassionata di cinema, lettura, fotografia e … Coldplay, pratica nordic walking, una discreta arte culinaria e la scrittura a un nuovo romanzo che uscirà nel… (?).
Liliana Cerqueni

Ti potrebbe interessare:

  • Save The Park: domani alle 16,30 il flash mob al Parco Urbano
    (Lettera ad un sindaco duro d’orecchi)

  • RICERCA E SOLIDARIETÀ
    Nistagmo, questo sconosciuto

  • ELEZIONI: “Si respira aceto”
    e a seguire: “Il lavoro da morire”

  • the end, fine, capolinea

    ELEZIONI: IL PD A FINE CORSA?
    Non basta un congresso e un nuovo segretario, dovrà cambiare un’intera strategia politica

  • Parole a capo
    Roberta Lipparini: “Nei titoli di coda”. Parole in libertà ma senza debordare troppo…

  • DONNA, VITA, LIBERTÀ
    Può succedere a Ferrara…

  • Parole e figure /
    La signora Bigodino, la la la la la

  • Un’analisi del voto: Meloni, Conte, Schlein e il problema della rappresentanza

  • Per Mahsa Amini e per sostenere la rivolta del popolo iraniano:
    Ferrara, piazza Trento Trieste: 28 settembre ore 17,30

  • Elezioni: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra”

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi