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da: Totem Arti Festival

Totem Arti Festival, giunto alla seconda edizione, torna a Pontelagoscuro dal 12 al 15 giugno. In attesa dell’evento lo staff invita tutti a contribuire attivamente a un’installazione artistica del gruppo teatrale Panda Project in cambio di un piccolo “ringraziamento”.

La compagnia Panda Project presenterà all’interno del Parco Tito Salomoni l’installazione artistica Exhibit B.A.L. (break a leg), una “platea da parete”, ovvero un pannello espositivo che raccoglierà gli oggetti donati dai fruitori del festival, rendendoli protagonisti e autori dell’installazione stessa.
Partecipare è semplice: i “ricordi” che gli spettatori decideranno di donare andranno riposti in un’apposita busta trasparente reperibile negli espositori posizionati nella città: Libreria Feltrinelli (Via Garibaldi 30/A); Libreria IBS (Piazza Trento Trieste); Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della libertà 5); Wunderkammer (Via Darsena 57); Teatro Julio Cortazar (Via Ricostruzione 40 – Pontelagoscuro); Patchanka Music Pub (Via Ricostruzione 61 – Pontelagoscuro).
Lo spettatore con la busta trasparente potrà poi recarsi all’info-point di Totem Arti Festival a Pontelagoscuro presso il Parco Tito Salomoni, ricevendo come “ringraziamento” una bevanda a prezzo scontato.
L’opera verrà esposta da giovedì 12 a domenica 15 giugno durante le attività in programmazione al Totem Arti Festival.
La filosofia del progetto dei Panda Project nasce dalla visione dello spettatore come una specie in via d’estinzione di cui conservare e raccogliere tracce e suggestioni, per poterlo raccontare e ricordare. Tutte le buste del Totem Arti Festival integreranno l’opera installativa, Exihibit B.A.L, già composta da diversi materiali; essa è, infatti, un progetto cumulativo, che si arricchisce in ogni tappa in cui viene proposto. Fino ad ora sono già stati raccolti ricordi degli spettatori di Ravenna, Milano e Sacramento (California).

Per ulteriori informazioni: www.totemartifestival.it totemartifestival@gmail.com

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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