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da: organizzatori

Il 3 e 4 giugno alle 21 sul palco della Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara torna il saggio di fine anno dell’Associazione Sportiva Dilettantistica VIGARANO DANZA, intitolato quest’anno “In equilibrio sul tempo”.

Come da tradizione le allieve di Anna Rita Smai porteranno sul palco tutto il loro impegno e le loro capacità in uno spettacolo diviso in due parti.
Nella prima parte le ragazze accompagneranno il pubblico in un viaggio nei ritmi Secolo Breve, il Novecento: da Franz Schubert a Henry Mancini, autore di brani famosissimi come “Moon River” e il tema della Pantera Rosa, dal nostro Ennio Morricone, con la struggente melodia di “Nuovo cinema paradiso”, fino alla “Rapsodia in blu” di George Gershwin. Ci sarà anche la “Danza dei cavalieri” del celeberrimo Prokofiev, autore anche del brano che vedrà riunite sul palco tutte le aspiranti ballerine, dai 3 ai 38 anni perché la voglia di ballare non passa mai.
Dopo un breve intervallo, nella seconda parte saranno la danza moderna e contemporanea a farla da padrona anche grazie all’incursione dell’hip hop ironico e surreale di Federica Fabbrizzi, con “Reckless driving”, “Clap your hands now” e “Black & white beat”. Questa sezione vedrà poi alternarsi coreografie narrative e coreografie che valorizzano le abilità tecniche e interpretative delle allieve.
Fra le novità di quest’anno le due coreografie di Martina Cavallini: formatasi presso la Dance Arts Faculty di Roma sotto la direzione artistica di Mauro Astolfi, tra le varie collaborazioni vanta quella con lo Spellbound Junior Ensemble ed è attualmente ballerina presso la compagnia MDDanza.
Dopo essersi conosciute due anni fa, in occasione di uno stage organizzato in collaborazione con Jazz Studio Dance, diretto da Silvia Bottoni, Martina e le ragazze hanno continuato a lavorare insieme durante incontri mensili e il 3 e 4 giugno presenteranno “Incanto” e “Canone inverso”.
In chiusura “Vivere il mio tempo”, ispirata dal brano omonimo dei Litfiba: vivere il proprio tempo “è un gioco di equilibrio, devi solo farci un po’ la mano”, l’importante è “viverlo da dentro”.
Le partecipanti saluteranno poi gli spettatori con la coinvolgente “Bohemian like you” dei Dandy Warhols.
Un’ampia gamma di sonorità e stili differenti, tre coreografe e più di duecento piedi, che siano scalzi, con le snickers o sulle punte, vi coinvolgeranno con il loro ritmo e la loro passione: non avete che da seguirli.

IDEAZIONE E DIREZIONE ARTISTICA ANNA RITA SMAI
COREOGRAFIE Anna Rita Smai, Federica Fabrizzi, Martina Cavallini
MUSICHE Anna Rita Smai, Federica Fabbrizzi, Martina Cavallini, Claudio Balboni, Giulia Giordani
LUCI Anna Rita Smai in collaborazione con i tecnici del Teatro Comunale di Ferrara
COSTUMI Interno Danza, Cristina Preti, Nicoletta Teto

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

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Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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