13 Dicembre 2015

LA SEGNALAZIONE
In mostra la riscoperta ‘Adorazione dei pastori’ di Rubens, al crocicchio fra Rinascimento e manierismo

Redazione

Tempo di lettura: 6 minuti

di Maria Paola Forlani

Le porte di Palazzo Marino si sono aperte anche quest’anno per il tradizionale appuntamento natalizio con i capolavori dell’arte. Fino al 10 gennaio 2016 il Comune di Milano, a cura di Anna Lo Bianco (catalogo Marsilio) offre la possibilità di ammirare in Sala Alessi una maestosa opera di Pietro Paolo Rubens l’Adorazione dei pastori: una grande pala d’altare riscoperta come opera del pittore fiammingo solo nel 1927 dal grande storico dell’arte Roberto Longhi, folgorato dalla sua visione nella Chiesa di san Filippo Neri a Fermo. L’opera è oggi conservata nella Pinacoteca Civica della città marchigiana.

San Luca Evangelista ci dà notizia che nella zona dove era nato Gesù “vi erano alcuni pastori che se ne stavano nei campi vegliando, la notte, sul proprio gregge” (Lc. 2,8).
Il Medioevo ha tramandato all’Evo Moderno due schemi di Natività: quello antico e quello elaborato successivamente con preziose novità quali, ad esempio, la presenza del Padre e di suo figlio adorato bambino. L’Evo Moderno ne elabora un terzo, aggiungendovi l’adorazione dei pastori. I due fatti in verità furono, anche storicamente, così uniti (avvennero entrambi nella stessa notte) che insorgeva spontaneo il bisogno di rappresentarli assieme.

La grande tela dell’Adorazione dei pastori, che Rubens dipinse nel 1608, celebra il momento più intimo e suggestivo della Natività e ci appare come una composizione dipinta in una luce notturna densa di bagliori, nella quale si stagliano le monumentali figure della Vergine con Bambino, San Giuseppe e i pastori, ideati come protagonisti e testimoni dell’evento straordinario, a contorno del Bambino da cui si irradia una luce chiarissima che raggiunge il gruppo dei pastori e l’anziana donna al centro, rapiti e partecipi dello straordinario evento. Il più giovane dei pastori, con la veste rossa, indica il Bambino agli altri: la sua posa in ginocchio e la sua statuaria bellezza richiamano l’influsso delle sculture classiche, che ispira così tanto Rubens.

La Gloria di angeli in alto amplifica tutta la composizione rendendola tumultuosa e densa di pathos, in anticipo sul Barocco. Una scena davvero suggestiva, che fa rivivere un momento centrale della tradizione del Natale. Un’opera grandiosa che racchiude in sé tutte quelle prerogative che raramente ritroviamo unite in un unico dipinto: la qualità altissima, che esprime tutta la forza della pittura del grande artista in questa sua fase di prima maturità, ma anche l’ampia documentazione che permette di seguire tutto l’iter dell’esecuzione, avvenuta in breve tempo e quindi di getto, senza ripensamenti, correzioni, difficoltà. Una situazione davvero unica.
Un precedente per la pala di Fermo, unanimemente riconosciuto, è la famosissima
Adorazione dei pastori di Correggio, detta anche la Notte, che l’artista poté vedere nella chiesa di San Prospero a Reggio Emilia, oggi conservata presso la Gemäldegalerie di Dresda.

Da Correggio, Rubens media l’impianto generale con la Vergine e il Bambino,
intensamente vicini sulla destra, i pastori sul lato opposto di cui riprende quello anziano posto quasi a quinta sul margine sinistro della tela. Anche la gloria dei grandi angeli in alto appare simile, ma se in Correggio sono presenze leggiadre in volo verso l’alto del cielo, in Rubens appaiono come una minacciosa piccola schiera in picchiata verso il basso, con evidente omaggio alle invenzioni di Tintoretto, più volte citato dall’artista.
Se molteplici sono i punti di riferimento figurativi per l’Adorazione dei pastori,
la suggestione dell’opera sulle giovani generazioni, anche attraverso le incisioni, e la forza dell’invenzione di Rubens contagiarono alcuni pittori del Seicento, tra cui Pietro da Cortona negli anni centrali per la nascita del Barocco.

Nella prima commissione pubblica, la grande pala dell’Adorazione dei pastori, per la chiesa romana di San Salvatore in Lauro, Cortona rievoca proprio il precedente di Rubens riprendendone la maestosa figura della Vergine, dalla fisionomia carnosa e marmorea insieme, e il Bambino, dipinto come un gruppo di luce.
L’Adorazione dei pastori è una delle più frequenti versioni scelte dagli artisti e dai loro committenti per la rappresentazione della Natività di Gesù.
Durante la notte, si direbbe, accadono due avvenimenti contemporanei: mentre Gesù nasce nella stalla (a cui pare alludere san Luca attraverso la presenza della mangiatoia), un angelo appare in cielo per dare l’annuncio ai pastori. È questo il momento esatto scelto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni (303 – 1305): a sinistra Maria depone il Bambino nella mangiatoia osservata attentamente dall’asino e dal bue, ed è aiutata da una levatrice; a destra un angelo si rivolge a due pastori. La scena si completa con Giuseppe addormentato e con un gruppo di angeli in volo e in preghiera sulla tettoia appoggiata alla roccia.

Dalla metà del Trecento in avanti, con la svolta verso la cavalleria e aristocratica committenza del gotico cortese, e poi con il progredire di una cultura urbana, etimologicamente “borghese”, le figure dei pastori assumono progressivamente un carattere rustico, marginale. Nella cappella di palazzo Medici di via Larga a Firenze (1459 – 1460), Benozzo Gozzoli completa questo percorso storico-sociale. Le pareti dell’esclusivo ambiente ospitano la cavalcata spettacolare dei Magi, in cui i Medici spesso amano identificarsi, e solo uno spazio molto angusto, su un lato della “scarsella” dell’altare, mostra la presenza dei pastori che vegliavano “facendo la guardia al loro gregge”: ma la scena è ambientata nella luce diffusa di una limpida giornata di sole, e incolmabile appare il distacco sociale.

Molte e suggestive sono le interpretazioni degli artisti in tutto il Rinascimento e Manierismo, tra le più note la “ Natività in notturno” di Lorenzo Lotto, l’Adorazione dei pastori di Luca Cambiaso, di Antonio Campi, le diverse versioni dell’Adorazione dei pastori di Camillo Procaccino o di Jacopo Bassano che ne fecero una loro costante poetica, quasi, per una loro inconsapevole adesione alla pittura di genere.

Siamo così alle soglie del Seicento: la pala di Rubens ora in mostra a Palazzo Marino appare l’esito intenso di un artista che sta completando una vasta formazione internazionale, del tutto capace di elaborare in modo personale gli stimoli devozionali e artistici del suo tempo. In una ravvicinata concatenazione di date e di soluzioni, accanto al dipinto di Fermo si può collocare un’altra opera strepitosa dell’Adorazione dei pastori, che ripropone in forma nuova la rivisitazione del tema.
Nella toccante tela dipinta per i Cappuccini di Messina nel 1609, Caravaggio propone quello che Bellori (1672) già definiva un “notturno povero”. Ogni dettaglio della scena, dagli abiti sdruciti dei pastori agli oggetti di lavoro in primo piano, fino alla “capanna rotta e disfatta d’assi e di travi” rimanda a un mondo contadino umile, ancestrale, eppure carico di intensità toccante.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Redazione

Redazione

Ti potrebbe interessare:

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

  • PENSARE COME UN ALBERO
    Vita (d)alla finestra

  • Una brutta campagna elettorale:
    due tristezze e due proposte

  • NON SERVE “IL DOCENTE ESPERTO”.
    Fare scuola è come fare il ragù: competenza e passione

  • lotus

    Parole a capo /
    Giovanni Drogo: Haiku di vita quotidiana

  • Addio Sandy!

  • Diario di un agosto popolare
    8. STELLE CADENTI

  • Il ritorno dell’inflazione e dei tassi d’interesse.
    Il sistema si autoassolve a spese dei cittadini

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi