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Si è da poco celebrato il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno (giorno in cui, nel 1945, ci fu la liberazione dei prigionieri dal lager di Auschwitz), per commemorare le vittime dell’Olocausto, e nella mia città, così come in tante altre, sono state posate alcune Pietre d’inciampo.
Le Pietre d’inciampo sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig che ha voluto in questo modo diffondere nel tessuto urbanistico delle città europee la memoria dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Concretamente, viene incorporato nel selciato stradale della città, davanti all’ultima abitazione della vittima, un blocco di pietra ricoperto da una piastra di ottone sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data, il luogo di deportazione e, se conosciuta, la data di morte.
L’inciampo è da intendersi in senso metaforico, affinché l’imbattersi casuale nella pietra, attiri bruscamente la nostra attenzione e senza scuse, proprio lì e in quel momento, sia occasione di riflessione.

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.”
Primo Levi

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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