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Indennizzi per azionisti e obbligazionisti subordinati

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Da: Comune di Bondeno

Indennizzi per azionisti e obbligazionisti subordinati 
Emanuele Cestari (Lega): «procedure per i rimborsi aperti, nonostante gli ostacoli messi lungo il percorso dall’UE: anche i circa 28mila azionisti di carife potranno fare valere le loro ragioni»
Da qualche giorno, anche gli azionisti dell’ex Carife possono usufruire della possibilità di accedere ai rimborsi garantiti dal Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir), istituito lo scorso dicembre dalla Lega con la Legge di Bilancio 2019 per mantenere un preciso impegno assunto in campagna elettorale.
Oltre agli azionisti, che potranno essere ristorati al 30% del valore dei loro titoli, sale anche il rimborso per gli obbligazionisti subordinati, che arriva così al 95%.
Dal 22 agosto, infatti, tramite il portale “fondoindennizzorisparmiatori.consap.it” sarà possibile inviare la documentazione necessaria per accedere agli indennizzi.
«Quando iniziammo la battaglia per i risarcimenti degli azzerati Carife abbiamo sentito le cose più disparate: che non era possibile risarcire chi aveva perduto i propri risparmi, che gli azionisti non potevano essere rimborsati perché erano degli speculatori, che facevamo demagogia. Bene, anche se c’è voluto tempo, siamo arrivati in fondo, passando dalle parole ai fatti e, dal 22 agosto, anche i circa 28mila azionisti potranno avere un parziale ristoro dell’ingiustizia subita nel caso Carife». A dirlo è il deputato leghista Emanuele Cestari, impegnatosi sin dal primo giorno dell’esecutivo gialloverde nel tentativo di dare risposta ai risparmiatori ferraresi. «Il tutto si sarebbe potuto sbloccare anche prima – precisa Cestari – se non fosse stato per le solite lungaggini imposte dall’Unione europea, da quei funzionari di Bruxelles puntigliosi con l’Italia e distratti con Francia e Germania, che ci hanno imposto continui ostacoli burocratici e costretto ad interminabili bracci di ferro per dimostrare l’ovvio: chi è stato azzerato perché le regole son cambiate in corsa deve essere risarcito, lo dice la Costituzione italiana che si deve tutelare il risparmio, non la Lega.».
Ciò nonostante, «i risparmiatori in possesso delle azioni (fino ad un tetto di 100mila euro) possono ora richiedere il risarcimento del 30% del valore dei propri titoli, che il decreto Renzi aveva ridotto a “carta straccia”. Oltre a questo, anche gli obbligazionisti subordinati potranno accedere ad un’ulteriore possibilità di risarcimento, fino al 95% del valore dei titoli (oneri fiscali inclusi) fino al tetto massimo dei 100mila euro. In questo modo – specifica Cestari – crediamo di avere dato risposta alla totalità dei 32mila cittadini che sono stati danneggiati dal decreto “Salvabanche” e garantendo priorità, attraverso i rimborsi automatici, a chi ha un reddito lordo nel 2018 inferiore ai 35 mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100 mila euro».

Al fondo di risarcimento possono accedere i risparmiatori o i loro successori e familiari, secondo le modalità previste. Per questi ultimi verranno richiesti i documenti attestanti la titolarità degli strumenti finanziari. E’ sempre preferibile la consulenza di associazioni, come la Lega nazionale di Consumatori, per la compilazione delle domande e la gestione delle procedure da portale. Le domande potranno essere inviate dal 22 agosto fino alla scadenza dei 180 giorni previsti dalla normativa, e dovranno essere compilate e inviate unicamente per via telematica. Saranno, quindi, istruite secondo l’ordine di presentazione delle domande stesse.

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