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Da ufficio stampa

Le notizie di oggi:

Banner prezzi piccoloANTICIPAZIONE DEI PREZZI – Febbraio 2017
A Ferrara, nel mese di febbraio 2017, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) con tabacchi aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente ed aumenta dell’ 1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente…..
anticipazione_febbraio_2017.pdf

OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE 2016 nel comune di Ferrara
LE CONSIDERAZIONI DELL’ASSESSORA CATERINA FERRI
Assessora Ambiente, Lavoro, Attività Produttive (Petrolchimico), Sviluppo Territoriale, Relazioni Internazionali – Progetti Europei.
I dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Comune di Ferrara relativi al mercato del lavoro nel 2016 restituiscono un quadro di conferma del miglioramento già registrato nel 2015, sia in termini di tasso di disoccupazione che di occupazione. La disoccupazione nel nostro comune continua infatti a diminuire, passando dal 10,8% del 2015 al 10,6% del 2016, con un calo di 2,2 punti rispetto al record negativo del 2014 (12,8%).
Si tratta di dati ancora lontani dal livello pre-crisi e dalla media regionale, tuttavia non si può non sottolineare il trend positivo nel biennio, che consente seppur timidamente di affermare che si veda una luce in fondo al tunnel della recessione economica iniziata nel 2008.
Migliorano anche i dati relativi al tasso di occupazione, in particolare dell’occupazione dipendente, nei settori dell’industria manifatturiera, nel commercio e nell’istruzione, di entrambi i generi. Importante anche il riferimento ad un continuo aumento del tasso di attività dei cittadini ferraresi tra i 15 e i 64 anni.
Ancor più significativo è il calo dell’1.8% dei cosiddetti NEET (giovani non in cerca di lavoro né in un percorso di formazione). Ciò spiega il dato apparentemente contraddittorio dell’andamento dell’occupazione giovanile, in diminuzione sia sul fronte della disoccupazione
(-2,7% rispetto al 2015), che dell’occupazione (-1,1%), si tratta in realtà di un dato positivo, perché dovuto ad una quota di giovani che ha deciso di intraprendere o riprendere un’attività di studio.
Non si può certo affermare che il mercato del lavoro nel nostro comune fotografi una situazione di uscita dalla crisi, ma è un dato di fatto che negli ultimi due anni si registra un miglioramento di tutti gli indicatori, che lascia ben sperare per il 2017.
Per sostenere e favorire la ripresa, il Comune di Ferrara ha lanciato percorso di Lavoro per Ferrara, in sinergia con il patto per il lavoro regionale, che ha portato nell’autunno scorso a diversi incontri di approfondimento con le parti sociali e tutti i portatori di interesse del territorio, e che nelle prossime settimane si concluderà con la presentazione di proposte, poche, concrete, e condivise, per l’incremento del lavoro di qualità nella nostra città.
Occupazione 2016

Al fine di favorire la diffusione e l’utilizzazione dei dati e delle informazioni è consentita la riproduzione parziale o totale del contenuto delle presenti pubblicazioni, con citazione della fonte: Sistan, Comune di Ferrara, Statistica

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COMUNE DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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