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Il grande carrello ci osserva

‘Il grande carrello’ è il titolo del libro-inchiesta di Fabio Ciconte e Stefano Liberti sulla grande distribuzione organizzata (Laterza, 2019), dal sottotitolo evocativo: chi decide cosa mangiamo. Proprio da qui forse è partito l’autore e performer Claudio Morici per costruire il suo monologo ‘Il grande carrello’ tratto dal volume, che ha debuttato venerdì 4 ottobre alle 18.30 in piazza Verdi all’interno del programma di Internazionale a Ferrara.

La copertina del libro di Ciconte e Liberti

Nel volume, progetto partito da un’inchiesta pubblicata proprio sulla rivista Internazionale, Ciconte e Liberti ricostruiscono storia e modello organizzativo della Gdo: dai suoi albori negli Stati Uniti della Grande depressione negli anni Trenta, passando per il primo supermercato in Italia fondato a Milano nel 1957 – “con la ‘s’ che correva lungo tutta la scritta di supermercato”, come ci racconta Morici – e il primo discount nel 1992, fino ai 17 milioni di metri quadrati che sono la superficie attualmente occupata dai supermercati, dove avvengono circa il 70% degli acquisti alimentari oggi in Italia. Da dove arriva il cibo che vendono; chi ne decide il prezzo e come; come i prodotti vengono disposti sugli scaffali e perché c’è un certo prodotto piuttosto che un altro; chi paga davvero il costo delle offerte promozionali lungo la filiera di produzione e qual è l’impatto di questo modello sulla qualità dei prodotti che mangiamo. Più sostanze chimiche, meno biodiversità, inquinamento per il packaging, guerra fra poveri: i consumatori di fascia bassa a continua caccia di sconti contro i braccianti sfruttati, quando questi ruoli non coesistono nella stessa persona.

Nella sua versione teatrale Claudio Morici trasforma la grande distribuzione organizzata in un Grande Fratello, che osserva e monitora tutto per mappare il “genoma dei consumatori” e sfruttarlo per il marketing, per soddisfare tutti i nostri desideri e, una volta fatto ciò, crearne altri decidendo “ciò che dobbiamo consumare”, e costruisce parallelamente una sorta di racconto ‘spin off’: un reality nel quale i concorrenti sono i cinque tipi di cliente – cacciatore, pragmatico, prudente, esperto e brand fan – che intrecciano e confrontano fra loro le proprie abitudini di consumo. Quello che ne risulta è un racconto a più voci e livelli di lettura intrecciati fra loro, nel quale il linguaggio dell’inchiesta si mescola alla satira di costume che si prende gioco della cliente ‘esperta’ che consuma solo alimenti bio, ma poi prova un’inspiegabile attrazione verso il cliente ‘cacciatore’, a sua volta intento a tentare di conquistarla informandosi e cambiando le proprie scelte per sfuggire al circolo vizioso delle superofferte. Nel frattempo il pubblico cerca di capire a che tipo di cliente corrisponde o se, di volta in volta, incarna l’uno o l’altro e facendolo ride di sé stesso, mentre riflette su quanto offerte, volantini pubblicitari, confezioni famiglia e omaggi sugli acuisti siano entrati ormai nel nostro dna di consumatori. E se l’attenzione è sempre più sul prezzo del cibo, che fine fa il valore dell’alimento?

Un libro e uno spettacolo dopo i quali – si spera – saremo noi a guidare il carrello della spesa, e non viceversa.

Foto di Valerio Pazzi. Clicca sulle immagini per ingrandirle

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