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Internazionale tutto l’anno? Meglio un Festival della Scienza

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Roberto Guerra

La solita intellighenzia local (solo talora global) “rossa” egemone ogni tanto, nonostante, fuori Ferrara conti sempre meno (Cacciari, pochi altri e poi?) ogni tanto si eccita ancora, ma con i soliti errori storici e la solita, nello specifico, sopravvalutazione de L’Internazionale e i suoi flagranti bachi ormai pluristorici…
Premessa: è stato un indubbio talento pensante a lanciare l’Idea di un articolazione meno effimera e diffusa, captandone in controluce i limiti per l’ottimizzazione culturale, Ronchi Steffanati, per un discorso creativo e positivo di Rete e non una “kermesse” isolata.
Ma nel dibattito ( si veda il link in fondo da Ferrara Italia, in gran parte prototipo di certo andazzo) dei soliti (tranne eccezioni) è incredibile negli anni ormai 20 del Duemila, era della Tecnoscienza, Intelligenza Artificiale, Robotica, Ecologia Scientifica (non quella ecoluddista), Neuroscienze, Nanomedicine e nanotech, fino- parzialmente- alle Smart City, la rimozione di tali temi cruciali, ancora in nome di valori novecenteschi essenzialmente in primo piano (anche quando attraversano temi postcontemporanei) oltre alle retoriche del terzomondialismo e di certo ideologismo a una dimensione. Anche perché un progressismo alla ricerca del suo linguaggio e del futuro perduti, altro non può come nuovi paradigmi che rivolgere in tale direzione i propri sguardi cognitivi, la Scienza è l’unico linguaggio propulsivo progressista vero (anche semplificando però visto che il Futuro è democraticamente legittimo per le Destre cosiddette stesse, ma per intenderci..). Anche perché è per definizione incongruo per la vecchia sinistra giustificare l’Internazionale attuale in base al mero consenso…
Semmai il consenso giustifica in democrazia l’Internazionale ma come semplice e legittimo gioco linguistico, trasparente, ma non si può spacciarlo per l’avanguardia culturale del duemila, non è vero.
Semmai – come già avviene da anni (a parte l’estero) a Bergamo, Genova e per certo suo immaginario a Trieste, il vero Duemila sarebbe un Festival della Scienza. Allora la Parola potenzialmente innestabile a Ferrara avrebbe iniziali “progressiste”, oltre a essere oltre l’ideologismo, verso il Futuro e le nuove generazioni libere dalla matrice condizionante, ideologica e deja vu de l’Internazionale (come lo si spaccia per intenderci e come ho già spiegato pocanzi).
In altre parole, meglio Copernico 2.0 (che si laureò a Ferrara…).

Roberto Guerrra info http://www.robertoguerra.onweb.it/

Info:

LA PROPOSTA I rischi di un Internazionale bulimico e la necessità di contrastare il ventre molle di Ferrara

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