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Interpellanza super una nuova mobilità sostenibile

Tempo di lettura: 5 minuti

Da: Il Presidente del Gruppo consiliare PD Aldo Modonesi

PREMESSO CHE
La gestione di questa emergenza sanitaria cambierà il modo di muoverci, e soprattutto di muoverci in città. Meno utilizzo del trasporto pubblico (lo stiamo purtroppo vedendo in questi primi giorni della Fase 2 anche a Ferrara), con il rischio, se non ci saranno politiche di mobilità sostenibile, di un aumento dell’uso dell’auto, con più smog, più traffico e code, più stress.
Nel Decreto Rilancio approvato mercoledì 13 maggio all’articolo 205 “Misure per incentivare la mobilità sostenibile”, sono previste azioni e finanziamenti a favore della mobilità sostenibile, quali: l’istituzione del “buono mobilità” fino a 500 euro e alla copertura massima del 60% del costo per l’acquisto di bici tradizionali, elettriche e a pedalata assistita ma anche di monopattini, segway, monowhell e hoverboard, grazie a una copertura finanziaria di 120 milioni di euro; il “bonus mobilità” è utilizzabile anche per i servizi di bike sharing, quale il servizio MoBike attivato nella passata legislatura; modifiche al Codice della Strada per aumentare la sicurezza della circolazione dei ciclisti con l’introduzione della “Casa avanzata” (che a Ferrara, primo Comune d’Italia, è stata positivamente sperimentata nella passata legislatura nei controviali di viale Cavour) e delle “corsie ciclabili” o bike lane.
la Regione con un investimento complessivo di 3,2 milioni di euro mette in campo tre nuove misure per sostenere la mobilità sostenibile e le azioni e i progetti dei Comuni emiliano-romagnoli: 1,5 milioni di euro per mirati al bike to work, dando 20 centesimi di euro a chilometro a chi userà la bici per spostarsi da casa al lavoro lasciando a casa l’auto; 1,5 milioni di euro per l’acquisto di bici elettriche e a pedalata assistita; 200mila euro per l’acquisto di biciclette pieghevoli per chi si sposta in treno (la bicicletta pieghevole non comporta alcun tipo di costo di biglietto ferroviario aggiuntivo).

CONSIDERATO CHE
In queste settimane da più parti sono state avanzate proposte di regolazione “emergenziale” della mobilità cittadina, proprio per evitare che con la progressiva e auspicata da tutti riapertura delle attività e delle scuole il traffico cittadino si congestioni;
Le proposte vanno dalla richiesta di ripristinare la Ztl, rendere pedonale tutto il centro per favorire il distanziamento e permettere ai locali di estendere le proprie distese. Al creare (come sta avvenendo in tante città italiane, nella foto Milano) piste ciclabili provvisorie o emergenziali, realizzate con interventi a bassissimo costo, con la sola segnaletica orizzontale o con coni, snoline o new jersey: rendendo sperimentalmente a senso unico delle vie (penso all’asse Porta Po-Porta Mare e Arianuova), o riducendo l’ampiezza della carreggiata di strade a alta percorrenza realizzando sul sedime stradale tolto ai mezzi motorizzati delle piste ciclabili emergenziali; su alcune strade di viabilità secondaria (vie nelle frazioni e nei quartieri o alle strade strette interne della Ztl dove c’è un problema di distanziamento anche per i pedoni) limitazioni di velocità ai 30km/h e riservare il transito veicolare ai soli residenti e autorizzati; usando le corsie preferenziali per le biciclette e estendere le zone 30;
tutte queste idee e proposte si possono realizzare in fretta e con risorse limitate;
lo scorso 27 luglio veniva presentata dal gruppo consigliare Pd una interpellanza (pg. 94788/2019) sulla micro mobilità elettrica, nella quale si chiedeva al Sindaco e all’assessore alla mobilità con che tempi e modalità intendessero adottare la regolamentazione della micromobilità elettrica in città;
a questa interpellanza il 23 agosto scorso (pg. 103996/2019) il vicesindaco Lodi rispondeva “che al momento non si ritiene di procedere alla sperimentazione dei dispositivi di micro mobilità elettrica”;
se la Legge di bilancio 2020 ha equiparato i monopattini elettrici alle biciclette, rimane ancora in carico ai comuni la regolamentazione del transito di hoverboard, segway e monowhell, e che quindi ad oggi nel Comune di Ferrara, rispetto a altri Comuni, non è consentito e normato l’uso di questi mezzi di cui si incentiva invece l’acquisto;

SI  CHIEDE,  QUINDI, AL SINDACO
– se il Comune intenda e con che tempi ripristinare la ZTL, e che fine abbia fatto e quale sia lo stato dell’arte dell’approvazione del nuovo Regolamento Ztl;
– se in funzione della riapertura delle attività del prossimo 18 maggio e della positiva decisione di aumentare le distese dei locali, non si intenda pedonalizzare ampie aree del centro storico;
– se il Comune intenda attivare, come tanti altri Comuni stanno facendo, misure e un piano straordinario della mobilità sostenibile con la creazione di corsie ciclabili emergenziali e di nuove zone 30;
– se si intenda mantenere e se si intenda implementare il servizio di bike sharing MoBike;
– se il Comune non intenda dotarsi di un proprio regolamento, così come è previsto dalla normativa, per definire le modalità di utilizzo e transito dei mezzi di micro mobilità elettrica;
– se pensa di “rinfrescare” la segnaletica delle Case avanzate esistenti e di realizzarne di nuove (ad esempio lungo l’asse Porta Po-Porta Mare, o in via Ariosto, via Armari, via Palestro).

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